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Elettrotecnica

 

Luminarie

Una catena luminosa è costituita da una successione di lampade a incandescenza, collegate in serie (ad esempio luminarie per addobbi natalizi) oppure in parallelo (ad esempio catene per l'illuminazione di piste da sci), alimentata con tensione non superiore a 250 V, installabile all'interno o all'esterno.
Una catena di lampade a incandescenza collegate in serie o in parallelo e l'impianto che le alimenta costituiscono nel loro insieme le cosiddette luminarie.

Le catene luminose sono a tutti gli effetti apparecchi utilizzatori e come tali devono rispondere a specifiche norme tecniche di prodotto, in particolare alle CEI EN 60598-1,CEI 34-21 e CEI EN 60598-2, CEI 43-37.

Alle medesime norme devono rispondere anche le catene luminose assemblate sul luogo per adattarle alle caratteristiche architettoniche degli edifici.
In questo caso lo stesso installatore assume anche il ruolo del costruttore e se ne assume le conseguenti responsabilità.

Purtroppo, a causa della provvisorietà di queste installazioni e della scarsa preparazione tecnica di alcune imprese installatrici, troppo spesso improvvisate, le norme di buona tecnica sono in molti casi ignorate.

 

Caratteristiche costruttive e criteri di installazione

Una catena luminosa può essere di tipo smontabile con i componenti che possono essere sostituiti, oppure non smontabile, con i componenti che non possono essere separati dalla catena luminosa senza con questo renderla inutilizzabile.
Una catena luminosa infilata in un tubo isolante trasparente, rigido o flessibile, sigillato alle estremità e privo di giunzioni si dice invece catena sigillata.

Secondo la norma di prodotto 34-37 le catene luminose possono essere di classe II (doppio isolamento) o di classe III (SELV) e possono essere per uso interno o per uso esterno.

Quelle per uso esterno devono possedere un grado di protezione contro la penetrazione di polvere e umidità, comprese le eventuali cassette o spine di connessione, non inferiore a IP4X.

Le guarnizioni delle lampade devono resistere alle intemperie e rimanere sul portalampada a lampada tolta e devono adattarsi perfettamente intorno alla lampada innestata.
Le catene luminose con lampade alimentate in serie devono portare indicazioni atte ad evitare l’errata sostituzione delle lampade con altre non adatte.

I cavi delle catene luminose, non di classe III, devono essere in gomma con caratteristiche almeno pari al cavo H05RN-F (in verità la norma 64-8 richiederebbe almeno un cavo H07RN-F) e devono essere lunghi almeno 1,5 m dalla spina alla prima lampada.
Con i cavi di cui sopra, lunghi più di 3 m, il tipo di cavo deve essere almeno H07RN-F. Questo si applica anche ai cavi che alimentano più catene formanti un elemento decorativo.
La sezione dei conduttori delle catene luminose con lampade in parallelo deve essere di almeno 1,5 mm2 mentre sezioni inferiori sono ammesse per gli altri tipi di catene luminose.
Sono accettabili catene luminose non smontabili, con lampade in parallelo, con cavo piatto e portalampade con contatti a punta o a lama che incidono l’isolante assicurando il contatto con i conduttori.

Le catene luminose, come materiale elettrico, sono soggette alla Direttiva di Bassa Tensione (Marcatura CE) ed essendo considerate a tutti gli effetti apparecchi di illuminazione devono riportare, oltre alle normali indicazioni previste per tali apparecchi, sul portalampada o sul cavo o su un’etichetta applicata al cavo le seguenti indicazioni:

  • Marchio di origine (del costruttore o suo rappresentante nella CEE o del venditore responsabile)
  • segno grafico per la classe II o III
  • grado di protezione IP per le catene da usare all’esterno
  • tensione nominale per le catene luminose di classe III

Le catene luminose realizzate o modificate “sul posto” devono rispondere ai requisiti della Direttiva di Bassa Tensione (Marcatura CE), per quanto applicabile, a cura dei relativi costruttori ed installatori.

Le catene luminose vengono normalmente fissate ad una fune in nylon o metallica (preferibilmente isolata), e/o a sostegni, in grado di reggerne il peso con sufficiente margine di sicurezza, senza che si manifestino apprezzabili deformazioni.
La fune deve ancorarsi a supporti, ai lati delle strade o sulle facciate dei fabbricati, tali da garantire una resistenza meccanica adeguata.

I pali di sostegno di linee elettriche aeree non vanno usati per reggere le luminarie, salvo che la linea aerea sia in cavo e si abbia il consenso del Distributore.

L'eventuale utilizzo di infrastrutture comunali (quali ad esempio pali di pubblica illuminazione, alberi, ecc.) è normalmente vietato ed in ogni caso deve sempre essere preventivamente autorizzato dall’ufficio tecnico comunale (ad esempio alcuni comuni vietano come sostegni gli alberi mentre altri, previa autorizzazione, lo consentono).

Distanze di rispetto

La norma di prodotto che si occupa delle catene luminose non fornisce particolari indicazioni per quanto riguarda l’altezza di installazione che comunque non deve arrecare intralcio al passaggio e creare problemi per la sicurezza delle persone (fig. 2).


Indicativamente, per analogia con quanto richiesto dal DPR 495 del 16/12/92, l’altezza rispetto al piano della carreggiata stradale dei cavi che attraversano la strada non deve essere inferiore a 6 m e, così come previsto dallo stesso DPR per le lanterne dei semafori, non meno di 5,10 m l’altezza verso terra delle figure luminose appese ai cavi.

Per quanto riguarda le distanze di rispetto fra altri impianti ci si può riferire alla Norma CEI 11-4 che fornisce le seguenti indicazioni:

  • Tra una catena luminosa e una linea elettrica aerea nuda di classe 0 o I (BT), ci deve essere almeno 1 m (0,5 m nell’abitato). Se la catena è in cavo aereo, la distanza può essere ridotta a 0,3 m;
  • Tra i sostegni delle catene luminose e una linea elettrica aerea nuda di classe 0 o I (BT), ci deve essere almeno 1 m (0,5 m nell’abitato). Se la linea è in cavo aereo, la distanza può essere ridotta a 0,5 m;
  • Tra una catena luminosa e una linea elettrica aerea nuda di classe II (MT), ci devono essere almeno 1,8 m;
  • Tra i sostegni delle catene luminose e una linea elettrica aerea nuda di classe II (MT), ci devono essere almeno 3,3 m. Se la linea è in cavo aereo, la distanza può essere ridotta a 1,3 m;
  • Tra una catena luminosa e i rami degli alberi ci devono essere almeno 0,3 m;
  • Tra una catena luminosa e una linea di trazione di filobus e tram ci deve essere almeno 1 m.
Se la catena luminosa è alimentata a tensione di rete a 230V è bene che non sia installata a portata di mano (riferirsi, per analogia, ai limiti d’accessibilità della norma CEI 64-8/2 art. 23.11, fig. - fig. 3) di persone poste al suolo o nelle zone praticabili d’edifici come porte, finestre, balconi (fig. 4).

 

Le catene luminose alimentate in Bassissima Tensione di Sicurezza (SELV) o di Classe III si possono installare a portata di mano.
Qualora fosse installata in posizione accessibile, la norma consiglia l’adozione di una protezione meccanica e di un interruttore differenziale con corrente d’intervento differenziale nominale non superiore a 30 mA.

La norma lascia però la libertà al costruttore della catena luminosa di indicare anche differenti modalità d’uso e di protezione.

I regolamenti comunali

Le catene luminose, nel rispetto del regolamento comunale di polizia urbana, possono essere installate sia all’interno di proprietà private che sul suolo pubblico.

Le luminarie installate in luoghi pubblici e alimentate tramite provvisori punti di fornitura approntati appositamente dall’ente distributore non devono sottostare alla legge 46/90 mentre le luminarie interne a proprietà private (es. centri commerciali) possono essere collegate allo stesso impianto dell’edificio e quindi l’impianto diventa soggetto alla legge 46/90.

Prima della loro installazione occorre inviare con congruo anticipo una comunicazione all’ufficio comunale competente.

Alla ditta incaricata dei lavori è normalmente richiesto un documento attestante l’abilitazione all'installazione di impianti elettrici ed una dichiarazione dettagliata e sottoscritta da un tecnico qualificato attestante la rispondenza degli impianti e delle installazioni alle norme di sicurezza.

Abitualmente, se le occupazioni di suolo pubblico sono debitamente autorizzate, le luminarie non sono soggette al pagamento di alcun canone, a condizione però che le aree delimitate non siano destinate allo svolgimento di attività commerciali o lucrative in genere o non contengano o non siano adibiti a messaggi pubblicitari o commerciali.

Non si dimentichi che queste informazioni sono da considerarsi puramente indicative poiché nella posa delle luminarie deve essere sempre tenuto presente lo specifico regolamento del comune nel quale si opera l’installazione che può essere nei diversi comuni anche molto diverso.