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Elettrotecnica

 

Interruttori di prossimità induttivi

Ad un costo generalmente più alto rispetto agli interruttori di prossimità, ad esempio magnetici, possiamo trovare altri dispositivi che vengono azionati senza un contatto fisico: sono gli interruttori, chiamati anche sensori, di posizione induttivi considerati dalle norme CEI 17-53 Esistono in commercio altri interruttori (sensori) di prossimità sempre considerati dalle norme CEI 17-53, di tipo capacitivo, fotoelettrico o a ultrasuoni, che vengono esaminati nel testo nei successivi .

     

Questi dispositivi hanno caratteristiche intrinseche: sono privi di parti soggette ad usura meccanica; permettono di lavorare in condizioni ambientali difficili, come in presenza di polvere, di liquidi e di vibrazioni e con elevate frequenze di commutazione (fino a 5000 Hz); il numero di manovre è praticamente illimitato. Queste caratteristiche permettono di risolvere problemi di automazione in modo ottimale rispetto alle normali soluzioni elettromeccaniche.
Conteggio di oggetti in macchine selezionatrici, posizionamento di parti meccaniche di macchine o di pezzi in lavorazione in processi automatici, rilevamento di contenitori metallici nell’industria del confezionamento automatizzato di bevande e alimenti, carico e scarico di macchine operatrici, generatori di impulsi per il controllo del numero dei giri e della velocità di un motore e della macchina, sono alcuni dei campi di impiego degli interruttori di prossimità.

Rilevamento (Fig 2.1)
Arresti fissi (Fig 2.2)
Conteggio (Fig 2.3)
Rilevamento di impulsi (Fig 2.4)
Rilevamento senza contatto, per esempio di:
  • griglie di protezione;
  • in impianti di sollevamento;
  • porte.
Su bussole di arresto, per esempio:
  • in centri di lavorazione;
  • di carrelli portautensili.
Elevate frequenze di commutazione, per esempio:
  • su nastri trasportatori;
  • su macchine selezionatrici.
Brevi tempi di commutazione, per esempio:
  • per la determinazione del numero di giri;
  • per il rilevamento dei tempi di fermo.

Questi dispositivi assicurano, inoltre, un ottimo rendimento prestazionale in ambienti molto sporchi, poiché non risentono dell’accumulo di agenti contaminanti quali polvere, grasso, olio o fuliggine sulla superficie di rilevamento. Tali caratteristiche rendono la tecnologia induttiva la soluzione più idonea per applicazioni industriali in condizioni di utilizzo gravose.
Questi moderni dispositivi, grazie alle caratteristiche di speciali circuiti elettronici, possono lavorare in ambienti difficili anche dal punto di vista della temperatura di funzionamento (-25 - +85 °C) e nei confronti dei disturbi elettrici.

Identificazione materiali (Fig. 3.1)
Posizionamento (Fig. 3.1)
Determinazione della direzione (Fig. 3.1)
Determinazione del senso di rotazione
(Fig. 3.1)
Campo magnetico alternativo, per esempio:
  • per l’approntamento di materiali;
  • per la classificazione di materiali.
Elevata precisione di riproduzione, per esempio:
  • in dispositivi di bloccaggio;
  • in macchine automatiche di produzione.
Funzione unidirezionale, per esempio:
  • per la determinazione della direzione;
  • per la classificazione dei pezzi.
Rapida identificazione del senso di rotazione, per esempio:
  • per determinare, in funzione del senso di rotazione, la corsa di avanzamento e di ritorno.

Gli interruttori di prossimità induttivi sono utilizzati per il rilevamento di oggetti sia ferrosi (contenenti ferro) sia non ferrosi (ma comunque metallici). Essi presentano al loro interno un oscillatore ad alta frequenza in grado di produrre un campo elettromagnetico nelle immediate vicinanze dell’interruttore.
La presenza di un oggetto metallico (azionatore), nel campo di azione dell’interruttore, smorza l’ampiezza dell’oscillazione che risulta, quindi, decrescente quanto più si riduce la distanza tra l’oggetto metallico e l’interruttore. È possibile così ottenere all’uscita, in alcuni tipi di interruttore e relativamente alla posizione dell’oggetto, un’informazione analogica (una tensione o corrente variabile entro un certo intervallo, per esempio, 010 V), oppure la stessa può essere convertita, tramite un circuito elettronico denominato trigger di Schmitt, in un segnale digitale (ON/OFF) che si ottiene ad una certa distanza minima tra l’interruttore e l’oggetto metallico.
Il circuito trigger, a sua volta, va a comandare un circuito amplificatore il quale aziona il circuito di uscita che, in genere, utilizza come contatto un dispositivo elettronico (transistor o tiristore che può essere un SCR o un Triac) che consentirà di comandare carichi come relè, elettrovalvole o direttamente apparecchiature elettroniche come i controllori logici programmabili (PLC).

La distanza di funzionamento di un interruttore di prossimità induttivo varia in base all’oggetto e all’applicazione. La capacità di un interruttore di rilevare un oggetto è determinata dal materiale, dalle dimensioni e dalla forma dell’oggetto stesso. La distanza operativa nominale Sn è un’entità convenzionale utilizzata per definire la misura raggiunta la quale un oggetto standard, che si avvicina alla faccia dell’interruttore, determina il cambiamento del segnale in uscita.
Con oggetto standard si intende un pezzo quadrato di acciaio dolce dello spessore di 1 mm, con lati della stessa misura del diametro della faccia di rilevamento, oppure lunghi tre volte la distanza operativa nominale, a seconda di quale dei suddetti valori è maggiore.

La distanza operativa convenzionale ottenuta con un oggetto standard di acciaio dolce viene utilizzata come punto di riferimento.
Nelle applicazioni pratiche, la distanza operativa non viene influenzata solo dalla composizione dell’oggetto da rilevare, bensì anche dalle sue dimensioni e dalla forma. Per stabilire la distanza operativa nominale di altri tipi di metallo, occorre moltiplicare la distanza operativa Sn relativa all’oggetto standard per un fattore di correzione che dipende dal materiale con cui è realizzato l’oggetto.
Di seguito vengono forniti, a titolo di esempio, alcuni fattori di correzione; sarà necessario consultare la scheda delle specifiche dell’interruttore per valutare il valore correttivo da applicare al sensore che si intende utilizzare.


Fig. 4 - Schema a blocchi di un interruttore di prossimità induttivo

Fig. 5 - Funzionamento degli interruttori di prossimità induttivi

Fig. 6 - a) Oggetto standard da rilevare per sensori di prossimità induttivi

Fig. 6b) Fattore di correzione approssimativo di alcuni materiali metallici. Sono meno sensibili al rame (Cu) e più sensibili all’acciaio dolce

Per la scelta di un interruttore di prossimità induttivo, occorre tenere in considerazione anche le dimensioni e la forma dell’oggetto da rilevare. Di seguito vengono riportati alcuni suggerimenti per correggere la distanza di rilevamento in base alle dimensioni e alla forma dell’oggetto:
  • sono preferibili gli oggetti piatti;
  • gli oggetti arrotondati possono ridurre la distanza operativa;
  • i materiali non ferrosi riducono generalmente la distanza operativa per i modelli sensibili a tutti i metalli;
  • gli oggetti più piccoli della faccia di rilevamento riducono generalmente la distanza operativa;
  • gli oggetti più grandi della faccia di rilevamento possono aumentare la distanza operativa;
  • le lamine possono aumentare la distanza operativa.

La distanza operativa nominale non prende in considerazione le tolleranze di produzione né le variazioni dovute a condizioni esterne, quali la tensione di alimentazione o la temperatura. Valutando questi fattori, la distanza operativa reale di un particolare interruttore può variare anche fino al ±20% rispetto al valore nominale.
I modelli standard disponibili in commercio sono sensibili a tutti i metalli. Esistono però interruttori sensibili solo ai metalli ferrosi (qualsiasi metallo contenente ferro) e, quindi, non sono in grado di rilevare la presenza dell’ottone, dell’alluminio e del rame. Altri modelli, invece, sono sensibili solo ai metalli non ferrosi (qualsiasi metallo che non contiene ferro) e, quindi, non sono in grado di rilevare la presenza dell’acciaio o di acciai inossidabili. La disponibilità di questi modelli può risultare utile qualora si debba rilevare un metallo e ignorare la presenza di un altro (per esempio, il riconoscimento di monete metalliche in una gettoniera per distributori automatici di bevande).
In fase di lavorazione di un pezzo di alluminio, si può impiegare un dispositivo sensibile ai metalli ferrosi per rilevare l’utensile da taglio di acciaio temperato e ignorare il blocco di alluminio e i trucioli dello stesso prodotti durante la lavorazione.
Gli interruttori di prossimità sensibili ai metalli non ferrosi presentano una campo di rilevamento che può arrivare fino al 400% in più rispetto a quello dei modelli per tutti i metalli (standard).

Normalmente non deve essere applicato nessun fattore di correzione, in quanto tutti i materiali non ferrosi vengono rilevati alla distanza operativa nominale massima.
Gli oggetti possono essere rilevati dall’interruttore di prossimità passando di fronte alla sua faccia sensibile attiva (asse di riferimento), oppure avvicinandosi e allontanandosi dalla stessa.Nella maggior parte delle applicazioni, l’affidabilità del sensore risulta maggiore quando l’oggetto passa di fronte alla faccia di rilevamento.Quando si adotta questo tipo di rilevamento, è fondamentale valutare la frequenza di commutazione o la velocità di risposta. Per frequenza di commutazione si intende il tempo previsto per cambiare lo stato dell’uscita dal riposo a commutato.
La frequenza di commutazione è la velocità massima alla quale un sensore invia impulsi singoli all’entrata e all’uscita dell’oggetto da rilevare nel campo di rilevamento. Questo valore dipende sempre dalle dimensioni e dalla velocità dell’oggetto, nonché dalla sua distanza dalla faccia di rilevamento. La frequenza di commutazione indica il numero massimo possibile di commutazioni al secondo (per esempio, 1000 Hz).

Quando l’oggetto si avvicina a un interruttore di prossimità direttamente verso la sua faccia di rilevamento, l’affidabilità del dispositivo può essere aumentata prendendo in considerazione gli effetti dell’isteresi. La differenza fra i punti di attivazione e di disattivazione viene chiamata isteresi o corsa differenziale.
Per la selezione delle posizioni dell’oggetto e dell’interruttore, occorre considerare l’entità della corsa dell’oggetto richiesta per ottenere la disattivazione dopo l’attivazione. L’isteresi è necessaria al fine di evitare il battito (rapida attivazione e disattivazione) quando l’interruttore e/o l’oggetto è sottoposto a urti e vibrazioni. Per evitare tale battito, occorre che l’ampiezza delle vibrazioni sia inferiore all’intervallo dell’isteresi.
Gli interruttori di prossimità induttivi possono essere costruiti per funzionare in corrente continua oppure in corrente alternata ed hanno generalmente l’uscita allo stato solido. I modelli funzionanti in corrente continua possono essere del tipo PNP oppure NPN a seconda del tipo di transistor posto in uscita; di questo occorre tenere conto (polarità) quando si effettuano i collegamenti.

I modelli in corrente alternata hanno normalmente solo due terminali e la configurazione li vede sempre collegati in serie al carico (pena il danneggiamento del dispositivo); i modelli in corrente continua, invece, possono avere 2, 3 o anche 4 terminali, a seconda delle caratteristiche del circuito di uscita (2 e 3 per l’uscita allo stato solido, 4 per l’uscita a relè). Il circuito di uscita può essere del tipo normalmente aperto (NA) oppure normalmente chiuso (NC) o avere entrambi i tipi di uscita; in alcuni modelli è possibile programmare la funzione di uscita (NA o NC) mediante un commutatore inserito nella morsettiera.
Gli interruttori di prossimità incorporano generalmente dei circuiti di protezione contro cortocircuiti, sovraccarichi, inversioni di polarità, picchi di tensione di breve durata e radio disturbi.Per un funzionamento affidabile, la tensione di alimentazione deve essere compresa fra l’80% ed il 115% di quella nominale. Le tensioni nominali sono comprese generalmente entro due gamme, da 12 a 48 V in DC e da 24 a 240 V in AC.

È interessante notare come questi interruttori di prossimità, che sfruttano in uscita le caratteristiche di componenti a semiconduttore come transistor o tiristori, in realtà non si comportino esattamente come gli interruttori elettromeccanici (non c’è l’isolamento galvanico).
Infatti, le stesse norme prevedono per i modelli in DC una tensione residua, misurata ai capi del carico quando l’uscita non è in conduzione, pari al 10% della tensione nominale. Le stesse norme prevedono per i modelli funzionanti in AC una corrente massima residua pari a 15 mA per tensioni inferiori o uguali a 90 V e 7 mA per tensioni nominali superiori fino a 240 V.

Caratteristiche
Corrente continua
Corrente alternata
Carico nominale
4-5 W (24 V)
10-60 VA (110 V)
15-80 VA (220 V)
Carico massimo
3-6 W
200-400 Ω
Carico massimo (spunto)
--
450?700 VA (220 V)
Tensione in uscita con interruttore non azionato
≤ 0,3 V
5 V
Tensione in uscita con interruttore azionato
Un - 0,3 V
Un - 5 V
Frequenza di funzionamento
< 5000 Hz
< 60 Hz
Grado di protezione
IP67
IP67

Gli interruttori di prossimità induttivi possono essere collegati in serie fra di loro in modo alquanto limitato a causa della caduta di tensione prodotta da ogni apparecchio. Il collegamento in parallelo è, invece, limitato dal fatto che l’insieme delle correnti residue di ogni apparecchio potrebbe pilotare il carico anche in assenza di interruttori azionati.
Gli apparecchi dotati di tre terminali e funzionanti in DC consentono di collegare in parallelo un numero elevato di interruttori ed un numero minore (ma comunque superiore a quello realizzabile nei modelli funzionanti in AC) di interruttori collegati in serie.

Fig. 10 - Schemi di collegamento di interruttori di prossimità induttivi con uscita allo stato solido tipo PNP (1-2 alimentazione, 3 carico): a) Tipo a due fili in AC con relativo carico (per esempio, relè) - b) Tipo a tre fili in DC con relativo carico - c) Collegamento in serie del tipo a due fili in AC - d) Collegamento in serie del tipo a tre fili in DC - e) Collegamento in parallelo del tipo a due fili in AC - f) Collegamento in parallelo del tipo a tre fili in DC.


Fig. 7 - a) Metodo di misurazione della frequenza nominale di commutazione di un interruttore di prossimità induttivo, secondo la norma IEC 60947-5-2

Fig. 7 b) Isteresi o corsa differenziale di un interruttore di prossimità induttivo

Fig. 8 - Schema di collegamento dell’interruttore di prossimità induttivo con circuito di uscita in AC, modello E2E-X. Si noti il diametro della filettatura metrica M18

Fig. 9 - Schema di collegamento dell’interruttore di prossimità induttivo con circuito di uscita in DC a collettore aperto tipo NPN e PNP, modello E2E. Si noti il diametro della filettatura metrica M1



Fig. 11 - Distanza nominale tipica di rilevamento degli interruttori di prossimità schermati e non schermati in relazione al diametro del sensore

Gli interruttori schermati sono costruiti con un anello di schermatura attorno alla bobina e al nucleo di ferrite. Il campo elettromagnetico viene così concentrato nella parte anteriore della faccia dell’interruttore. Nei tipi con alloggiamento metallico, è spesso quest’ultimo a fungere da schermo. La struttura schermata consente di installare l’interruttore a filo con le parti metalliche adiacenti senza il rischio di una falsa attivazione.
Gli interruttori non schermati vengono costruiti senza una lamina metallica attorno alla bobina/nucleo, per cui il campo elettromagnetico generato non viene altrettanto concentrato verso la faccia dell’interruttore, come nel caso dei dispositivi schermati.
Ciò rende gli interruttori non schermati più sensibili alle parti metalliche vicine. Questa tipologia di interruttori presenta un campo di rilevamento maggiore del 50% rispetto a quello dei dispositivi schermati di pari dimensioni.

In virtù della distanza operativa più estesa, questi interruttori rendono più semplice il rilevamento di oggetti difficili (come, per esempio, sottili piastre oppure piccoli oggetti). La distanza fra gli interruttori è determinata dal diametro della bobina di rilevamento (maggiore è il diametro, maggiore è la distanza operativa; viceversa, minore è il diametro, minore è la distanza).
Gli interruttori non schermati devono essere posizionati a una distanza superiore l’uno dall’altro rispetto a quelli schermati, in quanto i loro campi di rilevamento si estendono maggiormente in senso laterale dalla faccia dell’interruttore e provocherebbero false letture qualora interferissero tra di loro.
Sebbene i requisiti di distanza per gli interruttori varino a seconda dei modelli, i tipi schermati richiedono generalmente una distanza pari a un diametro della faccia di rilevamento fra dispositivi adiacenti e a due diametri di tale faccia fra interruttori installati frontalmente l’uno all’altro.
Gli interruttori non schermati devono essere separati da una distanza pari a tre volte il diametro della faccia di rilevamento per i dispositivi adiacenti e da quattro diametri per gli interruttori installati con le facce opposte.

Per evitare dei malfunzionamenti, i tipi non schermati devono avere la superficie sensibile lontana dal supporto metallico pari ad almeno 3 volte il valore della distanza di intervento nominale Sn. Affinchè non si abbiano delle interferenze, eventuali corpi metallici, posti frontalmente alle superfici sensibili, devono trovarsi, per entrambi i tipi, ad una distanza almeno 3 volte Sn. Criteri simili possono essere applicati anche agli interruttori di prossimità di forma rettangolare.
Alcuni modelli hanno dimensioni particolarmente ridotte (interruttori non amplificati, v. fig. 16a), in quanto contengono solo il circuito oscillatore, mentre le unità di amplificazione e di uscita sono separate.
In genere però gli interruttori di prossimità hanno incorporato l’amplificatore e lo stadio di uscita (interruttori autoamplificati). Altri modelli sono caratterizzati da forme e dimensioni destinate ad applicazioni più o meno specifiche, come il tipo a forcella utilizzato per rilevare gli impulsi di un disco rotante e per misurare la velocità di una macchina, oppure il tipo anulare (v. fig. 16b) per il rilevamento di pezzi.

Negli interruttori ad anello il rilevamento avviene all’interno dell’anello stesso. L’interruttore interviene quando in esso si introduce una massa metallica. Sono particolarmente adatti per il rilevamento, il conteggio ed il controllo di passaggio di minuteria metallica quale viti, dadi, rondelle, ecc. oppure per il controllo di rottura di un filo metallico continuo che passa attraverso il foro di rilevamento.
La custodia, in genere in materiale plastico, prevede per i collegamenti elettrici un cavo oppure un attacco con connettore circolare M8 o M12. Una funzione speciale può attivare un tempo di disinserzione (es. 100 ms) utile per controllare il passaggio veloce di oggetti metallici. Disponibili con diametri interni che vanno da 5 a 100 mm sono forniti con uscita NPN o PNP, con la regolazione della sensibilità per evitare che masse metalliche o altri interruttori possano influenzarne il regolare funzionamento, l’attivazione/disattivazione, il ritardo alla disinserzione nonché il LED di segnalazione.

Le esecuzioni cilindriche filettate (M8, M12, M18 e M30), oppure in esecuzione quadrata o a parallelepipedo, funzionanti sia in DC sia in AC, hanno normalmente una distanza di azionamento che varia da 5 a 20 mm, anche se, in alcuni casi, è possibile trovare dei modelli con distanze di lavoro aumentate, che possono arrivare fino a 50 mm. Le esecuzioni con dimensioni ridotte con il corpo cilindrico non filettato funzionanti in DC hanno una distanza di azionamento minore, che varia da 0,5 a circa 3 mm.
Le esecuzioni cilindriche sono in genere disponibili con cavo di collegamento, oppure con spina di accoppiamento che risulta particolarmente funzionale laddove si debba sostituire rapidamente l’interruttore danneggiato meccanicamente.
Gli interruttori in esecuzione quadrata possono avere la testina orientabile che offre dei vantaggi in fase di installazione e manutenzione; infatti, con molta semplicità, la si può orientare senza dover intervenire sui collegamenti elettrici (nella fig. 1a si noti la presenza di un mirino per facilitare la taratura dell’interruttore).
Tutti gli interruttori di prossimità hanno una spia con diodo LED che visualizza lo stato del segnale di uscita, facilitando così la messa in servizio ed il controllo dello stato di funzionamento sull’installazione.

Vantaggi:
Non sono influenzati dall’umidità.

  • Non sono influenzati da ambienti polverosi/sporchi.
  • Assenza di parti mobili, quindi nessuna usura meccanica.
  • Funzionamento indipendente dai colori.
  • Minore dipendenza dalla superficie rispetto ad altre tecnologie di rilevamento. Nessuna zona cieca.

    Svantaggi:
  • Rilevamento della sola presenza di oggetti metallici.
  • Campo operativo inferiore a quello di altre tecnologie di rilevamento (per esempio, interruttori fotoelettrici).
  • Possono essere influenzati da forti campi magnetici (per esempio, saldature elettriche, forni ad induzione e brasature).

  • Fig. 12 - a) Bobina e nucleo di un interruttore schermato

    Fig. 12 b) Interruttori schermati montati a filo e vicini l’uno all’altro

    Fig 12 c) Bobina e nucleo di un interruttore non schermato

    Fig. 12 d) Interruttori non schermati installati con un’area priva di metalli

    Fig. 13 - Gli interruttori non schermati vanno installati distanti fra di loro in modo che non si sovrappongano i campi di rilevamento

    Fig. 14 a) - Distanze fra interruttori di prossimità induttivi adiacenti e a facce opposte: Tipi schermati

    Fig. 14 b) - Distanze fra interruttori di prossimità induttivi adiacenti e a facce opposte: Tipi non schermati

    Fig. 15 a) - Esempi di applicazione degli interruttori di prossimità: Come fine corsa in una macchina utensile (induttivi)

    Fig. 15 b )- Esempi di applicazione degli interruttori di prossimità: Per il controllo della sequenza di una macchina mediante il rilevamento di camme

    Fig. 15 c) - Esempi di applicazione degli interruttori di prossimità:Come rilevamento della presenza di scatole (capacitivi)

    Fig. 16 a) - Interruttori di prossimità: Induttivi tipo E2E

    Fig. 16 b) - Interruttori di prossimità: Ad anello

    Fig. 17 a) - Esempi di applicazione degli interruttori di prossimità induttivi: Macchina utensile

    Fig. 17 b) - Esempi di applicazione degli interruttori di prossimità induttivi: Linea di trasporto

    Fig. 17 c) - Esempi di applicazione degli interruttori di prossimità induttivi: Impianto di decapaggio

    Fig. 17 d) - Esempi di applicazione degli interruttori di prossimità induttivi: Rettificatrice

    Fig. 18 a) - Esempi di applicazione degli interruttori di prossimità induttivi: Industria del legno

    Fig. 18 b) - Esempi di applicazione degli interruttori di prossimità induttivi: Nastro trasportatore

    Fig. 18 c) - Esempi di applicazione degli interruttori di prossimità induttivi: Industria petrolifera, posizione della valvola

    Fig. 18 d) - Esempi di applicazione degli interruttori di prossimità induttivi: Selezione di oggetti in linea

    Fig. 19 a) - Esempi di applicazione degli interruttori di prossimità induttivi: Rilevazione della posizione di uno scambio ferroviario

    Fig. 19 b) - Esempi di applicazione degli interruttori di prossimità induttivi: Sensore a prova di refrigerante

    Fig. 19 c) - Esempi di applicazione degli interruttori di prossimità induttivi: Controllo, a monte e a valle, di una saldatrice continua per tubi

    Fig. 19 d) - Esempi di applicazione degli interruttori di prossimità induttivi: Presenza dadi sul trasformatore

    Fig. 20 a) - Esempi di applicazione degli interruttori di prossimità induttivi: Segnalatore di sbarra chiusa

    Fig. 20 b) - Esempi di applicazione degli interruttori di prossimità induttivi: Rilevazione presenza bronzine

    Fig. 20 c) - Esempi di applicazione degli interruttori di prossimità induttivi: Rilevazione sacchetti di alluminio dentro un imballaggio di cartone

    Fig. 21 a) - Esempi di applicazione degli interruttori di prossimità induttivi: Riconoscimento di tappi di lattine ferrosi e non ferrosi

    Fig. 21 b) - Esempi di applicazione degli interruttori di prossimità induttivi: Industria alimentare

    Fig. 21 c) - Esempi di applicazione degli interruttori di prossimità induttivi: Saldatrice di lastre di acciaio inossidabile

    Fig. 22 - Caratteristiche degli interruttori di prossimità induttivi tipo 871TM

    Fig. 23 a) - Esempi di applicazione degli interruttori di prossimità induttivi: Verifica presenza barre di acciaio dolce nella saldatura di grate

    Fig. 23 b) - Esempi di applicazione degli interruttori di prossimità induttivi: Localizzazione di posizione ascensori