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Elettrotecnica

 

Guida alla segnaletica di sicurezza

L’utilizzo della segnaletica di sicurezza può sembrare a prima vista un elemento secondario nel complesso della sicurezza elettrica, eppure la loro mancanza ha anche determinato in alcune situazioni perdite di vite umane.

Non a caso quindi, l’affermazione dell’importanza di segnalare pericoli o prescrizioni attraverso cartelli, è la costante di diverse sentenze della Corte di Cassazione: la segnaletica di sicurezza ha "la funzione di ammonire costantemente gli operai addetti alla macchina e di costituire, quindi, un utile stimolo dell'attenzione e della capacità di autocontrollo dei medesimi" (IV Sezione Cassazione Penale, Sentenza n. 4761, 16/02/82), e ancora “nelle aziende in cui esistono pericoli specifici di incendio, questi ultimi ed i divieti di usare l'acqua per lo spegnimento delle fiamme in determinate condizioni, devono essere resi noti al personale mediante appositi cartelli, anche quando per la particolare conformazione interna dei locali dello stabilimento sia facile l'uscita nelle ipotesi di emergenza improvvisa” (III Sezione Corte di Cassazione Penale – Sentenza n. 6641, 08/05/90).

Va ricordato, inoltre che l'obbligo di segnalazione dei pericoli nei luoghi di lavoro va a tutelare non solo i lavoratori, ma anche gli estranei che possano trovarsi in tali ambienti: “le norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro devono essere osservate non solo a tutela dei dipendenti, ma anche delle persone estranee che occasionalmente si trovino sui luoghi di lavoro” (III Sezione Corte di Cassazione Penale - Sentenza n. 9200, 30/08/95).

In ogni caso la segnaletica non può e non deve, in alcun modo sostituire le necessarie misure di sicurezza e protezione.

Il riferimento legislativo a cui si fa riferimento è ovviamente il Decreto Legislativo 493/96, attuazione della direttiva europea 92/58/CEE, concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro. Il decreto in questione prescrive determinati obblighi per i datori di lavoro, quali:

  • fare ricorso alla segnaletica di sicurezza per vietare comportamenti pericolosi, avvertire dei pericoli esistenti, prescrivere comportamenti sicuri, fornire indicazioni relative alle uscite di sicurezza e ai mezzi di soccorso e altre informazioni in materia di sicurezza;
  • informare e formare i lavoratori e i rappresentanti per la sicurezza;
  • seguire le norme di buona tecnica, per le ipotesi non considerate dal decreto;

Dall’altro lato esiste anche l’obbligo per i lavoratori di non modificare o rimuovere, senza autorizzazione, i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo (art. 5 del Decreto legislativo 626/96), all’ovvio scopo di non vanificare lo scopo e il significato delle segnalazioni stesse.

Ma come sempre, le direttive forniscono indicazioni di carattere generale, che poi vengono dettagliate da apposite norme di ausilio e di armonizzazione alla direttiva stessa. Della segnaletica di sicurezza non si occupa il CEI, ma bensì l’UNI che ha emanato le seguenti norme in materia:

  • Norma UNI 7543-1Colori e segnali di sicurezza - Prescrizioni generali”;
  • Norma UNI 7543-2Colori e segnali di sicurezza - Proprietà colorimetriche e fotometriche delle superfici”;
  • Norma UNI 7543-3Colori e segnali di sicurezza – Avvisi”;

non dimenticando la norma ISO 3864Colori e segnali di sicurezza” e la IEC 80416-1 Basic principles for graphital symbols for use on equipment – Creation of symbol originals”.

Definizioni

Prendendo spunto dalla norma UNI 7543-1 (recentemente oggetto di un progetto di cambiamento dal codice U50005321) e dal Dlgs 493/96 che si occupa di colori e segnali di sicurezza da utilizzare ai fini di prevenire le situazioni di emergenza sui luoghi di lavoro, vediamo una serie di definizioni, dalle quali si comprende che esistono sei tipologie di segnali di sicurezza.

  • segnaletica di sicurezza: Segnaletica che, riferita ad un determinato oggetto o ad una determinata situazione o attività, trasmette mediante un segnale di sicurezza od una colorazione quelle indicazioni che hanno rapporto con la sicurezza;
  • colore di sicurezza: Colore di caratteristiche definite, al quale è assegnato un determinato significato relativo alla sicurezza;
  • colore di contrasto: Colore di caratteristiche definite, avente lo scopo di porne in risalto un altro;
  • colorazione (di sicurezza): Colore di sicurezza applicato ad una superficie senza alcun riferimento a figure geometriche o segni grafici, allo scopo di attirare l'attenzione ai fini della sicurezza;
  • segnale di sicurezza: Segnale che esprime un messaggio di sicurezza, ottenuto con la combinazione di una figura geometrica, di colori e di un segno grafico, simbolo o pittogramma, fornisce una indicazione determinata e può essere corredato da un segnale supplementare. I segnali di sicurezza possono essere i seguenti:

    1. segnale di divieto: Segnale in cui viene utilizzato un segno grafico, simbolo o pittogramma che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo.
    2. segnale di avvertimento o pericolo: Segnale in cui viene utilizzato un segno grafico, simbolo o pittogramma che avverte di un rischio o pericolo.
    3. segnale di obbligo o prescrizione: Segnale in cui viene utilizzato un segno grafico, simbolo o pittogramma che prescrive un determinato comportamento.
    4. segnale di salvataggio o soccorso: Segnale in cui viene utilizzato un segno grafico, simbolo o pittogramma che fornisce indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio.
    5. segnale di ubicazione delle attrezzature antincendio: Segnale in cui viene utilizzato un segno grafico, simbolo o pittogramma che fornisce indicazioni relative alla ubicazione delle attrezzature antincendio.
    6. segnale di informazione: Segnale che fornisce indicazioni diverse da divieto, avvertimento, obbligo e salvataggio;

  • segnale supplementare: Segnale che viene impiegato solo in combinazione con uno dei 6 tipi di segnali di sicurezza elencati e che fornisce indicazioni complementari;
  • contorno (o bordo di contrasto): Area esterna al segnale avente funzione di porlo in risalto rispetto allo sfondo. Il contorno, se presente, deve avere dimensione non minore di 1 mm e deve essere di colore bianco per tutti i segnali e bianco o giallo per i segnali di avvertimento o pericolo.
  • segno grafico, simbolo o pittogramma: Immagine che viene utilizzata in uno dei segnali di sicurezza per trasmettere indicazioni relative alla sicurezza, senza utilizzare testo;
  • mancanza di segnali unificati: Qualora non esista un segno grafico, simbolo o pittogramma unificato specifico per designare una situazione particolare, il messaggio deve essere trasmesso utilizzando preferibilmente il segnale di sicurezza generico accompagnato da un testo posto su un segnale supplementare.

Caratteristiche dei segnali

Le sei tipologie di segnali di sicurezza più i segnali supplementari, devono possedere le seguenti caratteristiche, tenendo presente che “i pittogrammi utilizzati potranno differire leggermente dalle figure riportate …. o presentare rispetto ad esse un maggior numero di particolari, purché il significato sia equivalente e non sia reso equivoco da alcuno degli adattamenti o delle modifiche apportati (articolo 1.3, allegato II del Dlgs 493/96):

Segnali di divieto

  • Forma: circolare
  • Colore di fondo: bianco
  • Bande circolare e trasversale: rosso
  • Segno grafico, simbolo o pittogramma: nero
  • Il segno grafico, simbolo o pittogramma deve essere posto al centro del segnale.
  • Il colore rosso deve coprire almeno il 35% della superficie totale del segnale.

Esempio: "Vietato fumare e usare fiamme libere"

Vietato fumare e usare fiamme libere

 

Segnali di avvertimento o pericolo

  • Forma: triangolare
  • Colore di fondo: giallo
  • Banda triangolare: nero (a forma di triangolo equilatero)
  • Segno grafico, simbolo o pittogramma: nero
  • Il segno grafico, simbolo o pittogramma deve essere posto al centro del segnale.
  • Il colore giallo deve coprire almeno il 50% della superficie totale del segnale.

Esempio: "Tensione elettrica pericolosa"

Tensione elettrica pericolosa

Segnali di obbligo o prescrizione

  • Forma: circolare
  • Colore di fondo: azzurro
  • Segno grafico, simbolo o pittogramma: bianco
  • Il segno grafico, simbolo o pittogramma deve essere posto al centro del segnale.
  • Il colore azzurro deve coprire almeno il 50% della superficie totale del segnale.

Esempio: "Guanti di protezione obbligatori"

Guanti di protezione obbligatori

Segnali di salvataggio o soccorso

  • Forma: quadrata o rettangolare
  • Colore di fondo: verde
  • Segno grafico, simbolo o pittogramma: bianco
  • Il segno grafico, simbolo o pittogramma deve essere posto al centro del segnale.
  • Il colore verde deve coprire almeno il 50% della superficie totale del segnale.

Esempio: "Uscita di emergenza"

Uscita di emergenza

Segnali di ubicazione delle attrezzature antincendio

  • Forma: quadrata
  • Colore di fondo: rosso
  • Segno grafico, simbolo o pittogramma: bianco
  • Il segno grafico, simbolo o pittogramma deve essere posto al centro del segnale.
  • Il colore rosso deve coprire almeno il 50% della superficie totale del segnale.

Esempio: "Estintore"

Estintore

Segnali di informazione

  • Forma: quadrata o rettangolare
  • Colore di fondo: azzurro
  • Segno grafico, simbolo o pittogramma: bianco
  • Il colore azzurro deve coprire almeno il 50% della superficie totale del segnale.

Esempio: "Tensione di un circuito"

Tensione di un circuito

Segnali supplementari

  • Forma: rettangolare
  • Colore di fondo: bianco o colore di sicurezza
  • Testo: nero se su fondo bianco o su fondo giallo, bianco se su fondo di colore di sicurezza (escluso giallo)
  • Il segnale non deve contenere alcun segno grafico, simbolo o pittogramma e deve essere posto sotto o a fianco del segnale di sicurezza a cui si riferisce purché fisicamente o graficamente separato.
  • Nel caso in cui il segnale supplementare sia posizionato sotto al segnale di sicurezza, la dimensione orizzontale del segnale supplementare deve essere uguale alla massima dimensione orizzontale del segnale di sicurezza mentre nel caso in cui il segnale supplementare sia posizionato a lato del segnale di sicurezza, la dimensione verticale del segnale supplementare deve essere uguale alla massima dimensione verticale del segnale di sicurezza

Esempio con segnale supplementare posizionato sotto al segnale di sicurezza: "Presenza di accumulatori"

Presenza di accumulatori

Le dimensioni dei segnali di sicurezza devono essere tali che tra l'area A del segnale e la distanza massima L, dalla quale il segnale deve essere ancora percepibile esista la relazione:

A ≥ L2/ 2000

nella quale A è espresso in m2 ed L in m. Questa formula è applicabile solo per distanze L minori di 50 m. Nella figura seguente sono indicate le proporzioni dimensionali dei diversi segnali.

Significato
Figura geometrica
Quota
Distanza massima di percezione L in m
4
6
10
16
25
Valore mm
Divieto
Divieto
d
c
s

110
14
10

160
20
14
260
33
20
420
54
33
650
82
54
Avvertimento o pericolo
Pericolo
l
b
r
140
6
4
210
10
4
350
16
6
560
25
10
880
40
16
Salvataggio o soccorso
Antincendio
Informazione
Soccorso
l
h
r
140
60
4
210
90
4
350
150
6
560
240
10
880
380
16
Soccorso
Obbligo o prescrizione
d
110
160
260
420
650

Tabella 1 - Dimensioni dei segnali di sicurezza e loro distanza massima di percezione

Per quanto riguarda il segnale supplementare, se esso è posizionato sotto al segnale di sicurezza, le dimensioni verticali raccomandate per l'altezza relativa sono quelle riportate nella figura seguente, mentre nel caso in cui il segnale supplementare sia posizionato a lato del segnale di sicurezza la dimensione orizzontale raccomandata del segnale supplementare è massimo 3 volte la larghezza del segnale di sicurezza.

Figura geometrica
Quota
Distanza massima di percezione L in m
4
6
10
16
25
Valore mm
h
r

25
2

40
4
60
6
100
10
160
16

Tabella 2 - Dimensioni dei segnali supplementari e loro distanza massima di percezione

Si possono porre problemi di visibilità dei segnali in assenza di luce:

  • Se manca l’illuminazione elettrica, per poter essere visti con lampade portatili, i segnali devono essere costruiti con materiali rifrangenti;
  • Se manca l’illuminazione elettrica, per poter essere visti anche in assenza di lampade portatili, i segnali devono essere di tipo autoilluminante.

Significato dei colori di sicurezza e di contrasto dei segnali

Nella tabella che presentiamo qui di seguito, vengono riassunte le funzioni dei colori che si utilizzano nei segnali, sia come sfondo che come contrasto.

Colore di sicurezza
Significato e scopo
Indicazioni ed esempi
Colore di contrasto
Colore del segno grafico, simbolo o pittogramma
Rosso
Allarme - pericolo
Segnale di arresto - Dispositivo di arresto di emergenza - Sgombero
Bianco

Nero

Divieto
Segnale di divieto - Atteggiamenti pericolosi
Bianco
Nero
Attrezzature antincendio
Identificazione e ubicazione delle attrezzature
Bianco
Bianco
Giallo
Avvertimento - attenzione
Segnali di avvertimento quali pericoli di incendio, radiazione, etc.
Nero
Nero
Azzurro
Obbligo o prescrizione - informazione
Obbligo di portare un dispositivo di protezione individuale (tipo guanti, casco, calzature, etc.)
Verde
Sicurezza
Segnali di uscite di sicurezza
Bianco
Bianco
Soccorso
Posti di pronto soccorso
Bianco
Bianco
Bianco (o del colore del segnale di sicurezza)
Segnale supplementare
Indicazione di tensione elettrica pericolosa
Nero o del colore di contrasto
----------

Tabella 3 – Significato dei colori di sicurezza

Nella tabella successiva sono riportati, sempre insieme ai colori di sicurezza, anche i relativi legami con la forma geometrica del cartello.

Cartello Significato Caratteristiche
Cartelli di divieto
Cartelli di divieto
  • forma rotonda;
  • pittogramma nero su fondo bianco; bordo e banda (verso il basso da sinistra a destra lungo il simbolo, con un inclinazione di 45°) rossi (il rosso deve coprire almeno il 35% della superficie del cartello).
Cartelli antincendio
Cartelli antincendio
  • forma quadrata o rettangolare;
  • pittogramma bianco su fondo rosso.
Cartelli di avvertimento
Cartelli di avvertimento
  • forma triangolare;
  • pittogramma nero su fondo giallo, bordo nero (il giallo deve coprire almeno il 50% della superficie del cartello).
Cartelli prescrizione
Cartelli di prescrizione
  • forma rotonda;
  • pittogramma bianco su fondo azzurro (l'azzurro deve coprire almeno il 50% della superficie del cartello).
Cartelli di salvataggio
Cartelli di salvataggio
  • forma quadrata o rettangolare;
  • pittogramma bianco su fondo verde (il verde deve coprire almeno il 50% della superficie del cartello).

Tabella 4 – Riassunto visivo della tipologia di cartelli

Segnaletica di sicurezza in ambienti e situazioni impiantistiche

Senza avere la pretesa di fare un elenco completo e definitivo di tutti i contesti nei quali si ha l’obbligo di ricorrere alla segnaletica di sicurezza in ambito impiantistico, vediamone una significativa lista.

a) Luoghi di lavoro

La segnaletica di sicurezza ha lo scopo di indicare alle persone le vie di esodo e le uscite di sicurezza. Usciamo quindi dall’equivoco che la segnaletica serva anche per illuminare; per questo ci si affida all’illuminazione di sicurezza per l’esodo. Se per motivi progettuali ci si affida a segnaletica provvista di illuminazione (retroilluminata), questa va semmai ad integrare, ma mai a sostituire l’illuminazione di sicurezza vera e propria.

Il riferimento legislativo per quanto riguarda la segnaletica di sicurezza nei luoghi di lavoro è il Dlgs 493/96 “Attuazione della direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro”. Riportiamone alcuni articoli significativi riguardo alla segnaletica delle vie di fuga:

  • Articolo 1 comma 2: “I segnali di sicurezza, … sono composti …da: cartelli, ovvero segnali che, mediante combinazione di una forma geometrica, di colori e di un simbolo o pittogramma, forniscono indicazioni determinate, la cui visibilità è garantita da una illuminazione di intensità sufficiente
  • Allegato II, articolo 2: I cartelli devono essere “sistemati tenendo conto di eventuali ostacoli, ad un'altezza ed in una posizione appropriata rispetto all'angolo di visuale, all'ingresso alla zona interessata in caso di rischio generico, ovvero nelle immediate adiacenze di un rischio specifico o dell'oggetto che s'intende segnalare e in un posto bene illuminato e facilmente accessibile e visibile”; inoltre “in caso di cattiva illuminazione naturale sarà opportuno utilizzare colori fosforescenti, materiali riflettenti o illuminazione artificiale”.
  • Allegato II, articolo 1.3: “I pittogrammi utilizzati potranno differire leggermente dalle figure riportate (figura 17) o presentare rispetto ad esse un maggior numero di particolari, purché il significato sia equivalente e non sia reso equivoco da alcuno degli adattamenti o delle modifiche apportati”.

Sempre restando nell’ambito dei luoghi di lavoro il vecchio, ma ancora vivo DPR 547/55, all’art. 13, comma 10 si legge “Le vie e le uscite di emergenza devono essere individuate da apposita segnalazione, conforme alle disposizioni vigenti, durevole e collocata in luoghi appropriati”.

Per rispettare il Dlgs 493/96 i cartelli per la segnaletica di sicurezza devono avere forma quadrata o rettangolare e con un pittogramma bianco su fondo verde (il verde deve coprire almeno il 50 % della superficie del cartello). Come risulta dalla figura precedente, i segnali normalizzati aventi la funzione di indicare le uscite di sicurezza, evitano di utilizzare scritte tipo “EXIT” o “USCITA DI SICUREZZA”. Non che sia espressamente vietato, ma si preferisce utilizzare segnali grafici che siano quindi immediatamente comprensibili a chiunque, indipendentemente dalla lingua o cultura di provenienza.

Avendo la ovvia necessità di essere visibile, un segnale di sicurezza deve essere illuminato e questo può essere realizzato nei seguenti modi:

  • Si utilizza un vero e proprio apparecchio di illuminazione di emergenza con all’interno un pittogramma trasparente che viene così retroilluminato. Questa soluzione che forse è la migliore, ha a sua volta, tre possibilità: utilizzare apparecchi di illuminazione di emergenza di tipo permanente che rimangono sempre accesi (ad esempio necessari in locali bui come cinema o teatri), oppure utilizzare apparecchi di illuminazione di emergenza di tipo non permanente che si accendono solo al venire a mancare dell’illuminazione ordinaria (ad esempio in locali normalmente illuminati), o ancora utilizzare apparecchi di illuminazione di tipo permanente a luminosità ridotta, i quali in presenza dell’illuminazione ordinaria presentano bassa luminosità che diventa elevata in emergenza;
  • Come segnali si utilizzano dei normali cartelli metallici che vengono illuminati da apparecchi di emergenza posti nelle vicinanze (illuminazione esterna);
  • I pittogrammi sono adesivi trasparenti che vengono applicati su un generico apparecchio di illuminazione di emergenza. E’ questa sicuramente la soluzione più precaria ed anche quella che difficilmente permette di rispettare i criteri di uniformità dei colori previsti dalla norma UNI EN 1838.


Visibilità dei segnali

Allo scopo di rendere più leggibile i segnali di sicurezza la norma UNI EN 1838 impone alcune condizioni illuminotecniche per migliorare la sua uniformità di illuminamento:

  • La parte verde del segnale deve possedere una luminanza almeno pari a 2 cd/mq
  • Il rapporto tra la luminanza della parte bianca e quella della parte verde deve essere compresa tra un minimo di 5 e un massimo di 15 (ad esempio con la parte verde a 3 cd/mq, la parte bianca può andare da 15 cd/mq a 45 cd/mq);
  • Sia nella parte bianca che in quella verde del segnale, il rapporto tra luminanza massima e minima non deve essere superiore a 10, in modo da avere dei colori il più possibile uniformi;
  • I colori utilizzati devono essere conformi alla norma ISO 3864;
  • Il valore di luminanza richiesto da un segnale di sicurezza deve essere raggiunto entro 60 s (entro 5 s occorre il 50 % del valore di luminanza richiesto).

Ma affinché un segnale sia visibile la sua caratteristica più importante è la sua dimensione. Di questo si occupa sia la norma UNI EN 1838 che il Dlgs 493/96, fornendo delle indicazioni tra loro discordanti. Le indichiamo entrambe:

  • Visibilità secondo norma UNI EN 1838: la norma distingue tra i segnali illuminati internamente (retroilluminati) che sono distinguibili a distanze maggiori, e i segnali illuminati esternamente, fornendo la seguente formula per determinare la massima distanza di visibilità “d”:

    d = s x p

    dove p è l’altezza del pittogramma e s è una costante che vale 100 nel caso di segnali illuminati esternamente e 200 nel caso di segnali illuminati internamente. Ad esempio per un segnale non retroilluminato di altezza 15 cm la massima distanza di visibilità è di 15 m.
  • Visibilità secondo Dlgs 493/96: il decreto non prende in considerazione segnali retroilluminati e fornisce una formula valida solo fino a distanze di circa 50 m. La formula per determinare la massima distanza di riconoscibilità del cartello “L” è la seguente:

    L < √ A x 2000

    dove A è la superficie del cartello espressa in metri quadri. Ad esempio per un cartello di altezza 15 cm (come nell’esempio precedente) e lunghezza 60 cm (A = 0,09 mq) si ottiene una distanza di visibilità di 13,4 m. Da questo rapido calcolo si può concludere che, normalmente il Dlgs 493/96 è più restrittivo della norma UNI EN 1838. Il confronto non si può effettuare sui cartelli retroilluminati perché il decreto non li prende in considerazione.

I cartelli vanno posti come detto in tutti quei punti utili a indicare e segnalare le vie di esodo e le uscite di sicurezza, ma non solo. Infatti la segnaletica di sicurezza deve anche indicare la posizione delle attrezzature di pronto soccorso e antincendio (estintore, manichette, pulsanti di allarme, etc.) oltre che i punti di chiamata telefonica sia per pronto soccorso che per interventi antincendio.

Anche per la segnaletica c’è l’obbligo dell’installazione ad una altezza superiore ai 2 metri.


Esempi di disposizioni normativo/legislative nelle quali si fa riferimento esplicito alla segnaletica di sicurezza per le vie di esodo e le uscite di sicurezza

  • Alberghi: La guida CEI 64-55 afferma che la segnaletica di sicurezza deve rispondere a quanto previsto dalla Norma UNI EN 1838 (cioè dal Dlgs 493/96) sia come caratteristiche dimensionali sia come ubicazione della segnaletica e inoltre si raccomanda che la segnaletica di sicurezza sia permanentemente accesa al fine di renderla ben visibile. Il DM 9/4/94 sulle disposizioni antincendio negli alberghi fa ancora riferimento, all’art. 13, al DPR 524/82 che è la vecchia direttiva ormai superata. Nel DM si precisa che “la posizione e la funzione degli spazi calmi (luogo sicuro) dovrà essere adeguatamente segnalata”.
  • Impianti sportivi: Il DM 18/03/96 che riguarda gli impianti sportivi nei quali si svolgono manifestazioni e/o attività sportive regolate dal CONI e dalle federazioni sportive nazionali riconosciute dal CONI, prescrive che la segnaletica di sicurezza deve essere conforme alla vigente normativa e alle prescrizioni di cui alla direttiva 92/58/CEE del 24 giugno 1992 e deve consentire, in particolare, la individuazione delle vie di uscita, dei servizi di supporto, dei posti di pronto soccorso e dei mezzi e impianti antincendio. Appositi cartelli devono indicare le prime misure di pronto soccorso.
  • Locali di pubblico spettacolo: il DM 19/08/96, al Titolo 17 precisa che alla segnaletica di sicurezza finalizzata alla sicurezza antincendio, si applicano le disposizioni presenti nel DPR 8 giugno 1982, n. 524, nonché le prescrizioni di cui alla direttiva 92/58/CEE del 24 giugno 1992 (Dlgs 493/96). In particolare sulle porte delle uscite di sicurezza deve essere installata una segnaletica di tipo luminoso, mantenuta sempre accesa durante l'esercizio dell'attività, ed inoltre alimentata in emergenza. In particolare la cartellonistica deve indicare: le porte delle uscite di sicurezza; i percorsi per il raggiungimento delle uscite di sicurezza; l'ubicazione dei mezzi fissi e portatili di estinzione incendi. Alle attività a rischio specifico annesse ai locali, inoltre, si applicano le disposizioni sulla cartellonistica di sicurezza contenute nelle relative normative.
  • Ospedali: il DM 18/09/02 prescrive che: “la segnaletica di sicurezza, espressamente finalizzata alla sicurezza antincendi, deve essere conforme alle disposizioni di cui al decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 493. Deve, inoltre, essere osservato quanto prescritto all'art. 17 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503, in materia di eliminazione delle barriere architettoniche”.


b) Cabine elettriche di utente MT/BT

In una cabina MT/BT si devono installare cartelli di avvertimento, divieto e avviso scritti con caratteri indelebili, su un supporto resistente agli attacchi ambientali e meccanici. I colori e la tipologia dei cartelli deve essere quella prevista dal Dlgs 493/96 e dalle norme UNI 7543-1, 7543-2, 7543-3.

Una possibile disposizione dei cartelli è la seguente:

  • All’esterno della cabina, sulla porta di accesso e/o sulla eventuale recinzione della cabina:
    • “Tensione elettrica pericolosa”
    • “Divieto di accesso alle persone non autorizzate”
    • “Cabina elettrica n. …..”
    • “Non usare acqua per spegnere incendi”
    • “Tensione …. KV”
    • “Dispersore n. ……” (nei punti in cui vi sono dispersori)

  • All’interno della cabina:
    • “Istruzioni relative ai soccorsi d’urgenza da prestare agli infortunati per cause elettriche”, esposto in posizione visibile e completato con i numeri telefonici da comporre in caso di necessità (medici, ospedali, ambulanze, etc.)
    • “Schema elettrico aggiornato della cabina”
    • “Tensione …. KV” sui circuiti MT
    • “Lavori in corso non effettuare manovre” da utilizzare in caso di necessità
    • Targa indicante batterie di condensatori e/o accumulatori, nel caso queste siano presenti;
    • Targa indicante il tempo di scarica delle batterie di condensatori, nel caso queste siano presenti
    • Targa indicante una sorgente autonoma di energia, nel caso questa sia presente (la targa va posta in prossimità del dispositivo di sezionamento del circuito che collega la sorgente alla cabina)

Divieto di ingresso Cartello di divieto di ingresso alle persone non autorizzate o di oltrepassare il limite di una zona di lavoro
Divieto esplicito Cartello di divieto con esplicito riferimento alle manovre
Divieto di manovre Cartello di divieto di effettuare manovre
Divieto di usare fiamme libere Cartello di divieto di fumare e di usare fiamme libere
Divieto di uso acqua Cartello di divieto di uso dell'acqua per lo spegnimento di incendi
Avvertimento di pericolo

Cartello di avvertimento di pericolo che può essere integrato, ad esempio, con scritte quali:

  • alta tensione - pericolo di morte
  • conduttori ad alta tensione ad altezza ridotta
  • parti a tensione pericolosa oltre x metri
Avvertimento di pericolo Cartello di avvertimento di pericolo che può essere integrato, ad esempio, con la scritta: pericolo di esplosione per la presenza di batterie di accumulatori
Avvertimento di disattivazione Cartello di avvertimento con riferimento esplicito alla disattivazione dell'impianto elettrico prima di iniziare lavori su di esso
Cartello combinato Cartello combinato con divieti ed avvertimento che può essere integrato con scritte esplicite sotto uno o più elementi combinati

Esempi di cartelli utilizzabili per una cabina elettrica MT/BT

Cartello combinato Cartello combinato con divieto ed avvertimento con indicazione esplicita del divieto
Cartello combinato Cartello combinato con divieto ed avvenimento con indicazione esplicita dei divieti
Identificazione circuiti Cartello di identificazione dei circuiti con diverse colorazioni per i diversi livelli di tensione e per i conduttori di messa a terra
Identificazione circuiti Cartello di identificazione dei circuiti con diverse colorazione per i diversi livelli di tensione e per i conduttori di messa a terra
Identificazione tensione Cartello di identificazione della tensione di una cabina elettrica (quadro elettrico)
Identificazione livello di tensione Cartello di identificazione del livello di tensione di una particolare circuitazione
Identificazione locale batterie Cartello di identificazione del locale batterie

Esempi di cartelli utilizzabili per una cabina elettrica MT/BT


c) Luoghi con pericolo di esplosione

In base al Dlgs 233/03 (allegato XV-quater) il datore di lavoro deve segnalare, se ritenuto necessario, i punti di accesso delle aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive in quantità tali da mettere in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori. Il segnale di avvertimento deve avere forma triangolare con lettere in nero su fondo giallo e bordo nero, in cui il colore giallo deve costituire almeno il 50% della superficie del segnale (vedi figura 1).


d) Lavori elettrici

  • Durante l’effettuazione di alcuni lavori elettrici debbono essere utilizzati appositi dispositivi di protezione individuale (DPI) il cui uso deve essere ricordato attraverso appositi cartelli di obbligo quali i seguenti (prescrizione del Dlgs 493/96) - vedi figura 2
  • Nel caso di lavori BT ed MT da effettuare fuori tensione, sul dispositivo di sezionamento aperto va collocato il seguente cartello “Lavori in corso non effettuare manovre”, per tutta la durata dei lavori (CEI 11-27 art. 2.2.03.1 e CEI 11-48 art. 6.2.2)

  • Nel caso di lavori BT da effettuare sotto tensione, la delimitazione della zona di lavoro va segnalata con il seguente cartello di “Divieto di ingresso alle persone non autorizzate”


e) Equipaggiamenti elettrici delle macchine

  • La norma CEI 44-5, all’art. 17.2 prescrive che gli involucri che non mostrano in modo chiaro di contenere dispositivi elettrici, devono essere marcati con una saetta nera su un fondo giallo in un triangolo a contorno nero. Il segnale deve essere disposto in maniera visibile sulla porta o sul coperchio dell’involucro, ma può essere omesso in ciascuno dei seguenti casi:
    • Involucro equipaggiato di dispositivo di sezionamento dell’alimentazione;
    • interfaccia operatore-macchina o quadro di comando (infatti in questo caso la presenza di organi di comando, di regolazione e di sezionamento, mostra chiaramente che l’involucro contiene dispositivi elettrici);
    • singolo dispositivo con il suo proprio involucro (per es. sensore di posizione).


f) Quadro elettrico con più alimentazioni

  • La norma CEI 64-8, all’art. 462.3, dice che “quando un componente elettrico, oppure un involucro, contenga parti attive collegate a più di una alimentazione, una scritta od altra segnalazione deve essere posta in posizione tale per cui qualsiasi persona, che acceda alle parti attive, sia avvertita della necessità di sezionare dette parti dalle diverse alimentazioni, a meno che non sia previsto un interblocco tale da assicurare che tutti i circuiti interessati siano sezionati….”

Estratti dal Dlgs 493/96 (Direttiva 92/58/CEE)

Allegato VI - PRESCRIZIONI PER I SEGNALI LUMINOSI
  1. Proprietà intrinseche
    1. La luce emessa da un segnale deve produrre un contrasto luminoso adeguato al suo ambiente, in rapporto alle condizioni d'impiego previste, senza provocare abbagliamento per intensità eccessiva o cattiva visibilità per intensità insufficiente.
    2. La superficie luminosa emettitrice del segnale può essere di colore uniforme o recare un simbolo su un fondo determinato.
    3. Il colore uniforme deve corrispondere alla tabella dei significati dei colori riportata all'allegato I, punto 4 (vedi tabella 3).
    4. Quando il segnale reca un simbolo, quest'ultimo dovrà rispettare, per analogia, le regole ad esso applicabili, riportate all'allegato II.
  2. Regole particolari d'impiego
    1. Se un dispositivo può emettere un segnale continuo ed uno intermittente, il segnale intermittente sarà impiegato per indicare, rispetto a quello continuo, un livello più elevato di pericolo o una maggiore urgenza dell'intervento o dell'azione richiesta od imposta.
      La durata di ciascun lampo e la frequenza dei lampeggiamenti di un segnale luminoso andranno calcolate in modo:
      • da garantire una buona percezione del messaggio, e
      • da evitare confusioni sia con differenti segnali luminosi che con un segnale luminoso continuo.
    2. Se al posto o ad integrazione di un segnale acustico si utilizza un segnale luminoso intermittente, il codice del segnale dovrà essere identico.
    3. Un dispositivo destinato ad emettere un segnale luminoso utilizzabile in caso di pericolo grave andrà munito di comandi speciali o di lampada ausiliaria.


Allegato VII - PRESCRIZIONI PER I SEGNALI ACUSTICI

  1. Proprietà intrinseche
    1. Un segnale acustico deve:
      1. avere un livello sonoro nettamente superiore al rumore di fondo, in modo da essere udibile, senza tuttavia essere eccessivo o doloroso;
      2. essere facilmente riconoscibile in rapporto particolarmente alla durata degli impulsi ed alla separazione fra impulsi e serie di impulsi, e distinguersi nettamente, da una parte, da un altro segnale acustico e, dall'altra, dai rumori di fondo.
    2. Nei casi in cui un dispositivo può emettere un segnale acustico con frequenza costante e variabile, la frequenza variabile andrà impiegata per segnalare, in rapporto alla frequenza costante, un livello più elevato di pericolo o una maggiore urgenza dell'intervento o dell'azione sollecitata o prescritta.
  2. Codice da usarsi
    Il suono di un segnale di sgombero deve essere continuo.


Allegato IX PRESCRIZIONI PER I SEGNALI GESTUALI

  1. Proprietà
    Un segnale gestuale deve essere preciso, semplice, ampio, facile da eseguire e da comprendere e nettamente distinto da un altro segnale gestuale.
    L'impiego contemporaneo delle due braccia deve farsi in modo simmetrico e per un singolo segnale gestuale.
    I gesti impiegati, nel rispetto delle caratteristiche sopra indicate, potranno variare leggermente o essere più particolareggiati rispetto alle figurazioni riportate al punto 3, purché il significato e la comprensione siano per lo meno equivalenti.

  2. Regole particolari d'impiego
    1. La persona che emette i segnali, detta "segnalatore", impartisce, per mezzo di segnali gestuali, le istruzioni di manovra al destinatario dei segnali, detto "operatore".
    2. Il segnalatore deve essere in condizioni di seguire con gli occhi la totalità delle manovre, senza essere esposto a rischi a causa di esse.
    3. Il segnalatore deve rivolgere la propria attenzione esclusivamente al comando delle manovre e alla sicurezza dei lavoratori che si trovano nelle vicinanze.
    4. Se non sono soddisfatte le condizioni di cui al punto 2.2, occorrerà prevedere uno o più segnalatori ausiliari.
    5. Quando l'operatore non può eseguire con le dovute garanzie di sicurezza gli ordini ricevuti, deve sospendere la manovra in corso e chiedere nuove istruzioni.
    6. Accessori della segnalazione gestuale
    Il segnalatore deve essere individuato agevolmente dall'operatore.
    Il segnalatore deve indossare o impugnare uno o più elementi di riconoscimento adatti, come giubbotto, casco, manicotti, bracciali, palette.
    Gli elementi di riconoscimento sono di colore vivo, preferibilmente unico, e riservato esclusivamente al segnalatore.
  3. Gesti convenzionali da utilizzare
    Premessa:
    La serie dei gesti convenzionali che si riporta di seguito non pregiudica la possibilità di impiego di altri sistemi di codici applicabili a livello comunitario, in particolare in certi settori nei quali si usino le stesse manovre.