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Assemblare un PC

 Introduzione

Uno degli aspetti più oscuri e che spesso generano un certo interesse negli utenti Personal Computer che vogliono spingersi un po’ più in là rispetto al semplice utilizzo del PC per le attività più comuni ( gli aspiranti smanettoni, per capirci ) è quello di voler vedere cosa c’è all’interno della propria macchina.

Spesso questa semplice curiosità può però spingersi più in là e l’utente inizia a domandarsi quali siano le procedure per l’assemblaggio di un computer funzionante. Quest’articolo vuole essere una risposta a questa domanda e vuole fornire tutti le conoscenze necessarie all’assemblaggio di un PC a partire dai singoli componenti.

Si tratta di un articolo consigliato a chi vuole costruire il proprio PC fatto in casa per esempio a partire da vecchi componenti o dai nuovi appena acquistati ma ben si adatta anche per l’utente che vuole semplicemente sostituire una scheda video o un hard disk e non sa da che parte cominciare.

L’attrezzatura

Come spesso accade nell’ambito delle operazioni tecniche anche per assemblare un Personal Computer sono necessari degli strumenti. In questa prima parte dell’articolo elencheremo tutti gli oggetti e attrezzi di cui dovremmo dotarci prima di iniziare.

Cominciamo con il cacciavite a stella ( in foto ). Si tratta di un attrezzo molto comune con la punta a forma di croce. Consiglio una misura media vista la dimensione della maggior parte delle viti utilizzate nei computer.



Un altro tipo di cacciavite molto comune è quello a punta piatta ( a taglio ). Consiglio di procurarcene uno di lunghezza un po’ superiore alla media in quanto potrebbe servire per fare leva sul dissipatore ( ma di questo parleremo in seguito ).



Un ulteriore strumento di cui faremo uso è la pinza.



Particolarmente utili per l’assemblaggio di computer con parecchi dispositivi interni collegati sono le cosiddette fascette ovvero dei semplici nastri di plastica che possono essere usati per tenere uniti due cavetti in modo da minimizzare l’ingombro di spazio e massimizzare invece il ricircolo dell’aria all'interno del case, fattore sempre più da considerare con i moderni computer in quanto producono una grande quantità di calore.



Oltre a tutta una serie di strumenti abbiamo bisogno anche di alcuni componenti tipici da ferramenta. Tra questi i più importanti sono le viti, utilizzate per fissare i pannelli del case, la scheda madre e tutti i vari dispositivi e componenti in modo sicuro. Si usano solitamente due tipi di viti rappresentate in queste due fotografie:



Quelle di sinistra, a testa esagonale, sono utilizzate principalmente per i pannelli del case e per fissare a quest’ultimo la scheda madre e le varie schede di espansione mentre quelle di sinistra, a testa semisferica, sono utilizzate per fissare in posizione i dispositivi ottici, gli hard disk ed i lettori floppy. Di viti ce ne serviranno circa una dozzina per tipo ma è sempre meglio averne in abbondanza.

Importante sono anche i cosiddetti spaziatori ( “spacer” in inglese ) che servono da intermediari per il collegamento tra il case e la scheda madre in modo da avere una certa distanza ed evitare contatti tra la superficie appunto del case e la motherboard. Ecco una foto illustrativa:



Di questi ce ne serviranno una mezza dozzina. Anche in questo caso comunque l’abbondanza non guasta.

Ultimi ma non meno importanti sono i ponticelli ( detti “jumpers” in inglese ), utilizzati per mettere in contatto due pin della scheda madre o di un dispositivo allo scopo di effettuare un qualche tipo di configurazione come può essere l’abilitazione o disabilitazione di una scheda audio integrata. Anche di questi sarà opportuno averne a disposizione almeno 5-6. Vengono comunque di solito forniti in bundle con la scheda madre. Ecco una foto:



Sostanzialmente questo è quanto di cui avremo bisogno.

Il case


Il primo "componente" di cui abbiamo bisogno è il case, detto anche cabinet. Essenzialmente si tratta della scatola plastica o metallica all’interno della quale si vanno a sistemare i vari componenti del PC. Questi case sono progettati per permettere un avvitamento sicuro di tutti i vari componenti e presentano quindi all’interno superfici forate apposite. La foto seguente mostra un comune case aperto lateralmente.




Abbiamo evidenziato nell'immagine le zone più importanti del case indicando la tipologia di dispositivi a cui sono dedicate. Cliccate sulla foto per un ingrandimento.

Potete vedere in alto a destra la zona dedicata all'alloggiamento dell'alimentatore. Subito sotto troviamo la superficie di fissaggio della scheda madre. A sinistra di questa lo spazio per le ventole aggiuntive e sotto la zona di fissaggio delle schede di espansione. A destra invece troviamo in alto gli alloggiamenti per le unità da 5,25 pollici ( solitamente unità ottiche come masterizzatori CD/DVD ma anche pannelli esterni per schede audio, interfaccie per il controllo della temperatura nel case, ecc.. ) mentre più sotto quelli per le unità da 3,15 pollici ( lettori floppy ad esempio ) e infine per i dischi rigidi ( hard disk ).

I case possono avere diverse dimensioni come anche diversi metodi di disposizione interna dei componenti. Tipicamente abbiamo i case a orientamento verticale e i case a orientamento orizzontale. Nei più moderni PC il primo tipo è quello che ha avuto la maggiore diffusione ma è ancora possibile trovare case del secondo tipo. Detto in parole povere i case a orientamento verticale hanno come dimensione più significativa l’altezza mentre questa dimensione significativa diventa la larghezza per i case ad orientamento orizzontale.

Nel corso di questo articolo utilizzeremo come base per le nostre fotografie e le nostre spiegazioni un case ad orientamento verticale ( quello che avete già visto prima ). La maggior parte dei discorsi vale comunque anche per gli altri modelli.

Si distinguono fra i case verticali due principali sottocategorie ovvero i case mid-tower e i case tower. La differenza fondamentale sta nelle dimensioni e come è facilmente intuibile i primi sono più bassi.

Ma un case non è solo un contenitore. Infatti sempre sul case troviamo il pulsante di accensione del PC, il pulsante per il reset, lo speaker di sistema, i led di accensione e a volte anche delle porte USB o l'attacco delle cuffie. Tutti questi componenti non possono funzionare se non sono fisicamente collegati al PC. Per questo le schede madri presentano una serie di PIN a cui vanno collegati, secondo un preciso schema indicato sul manuale, tutti questi interruttori e lucette in modo che possano effettivamente funzionare.

L’alimentatore


L’alimentatore, detto anche PSU ( Power Supply Unit ), è quel dispositivo che trasforma la corrente alternata a 220V che proviene dalla rete elettrica e fornisce all’uscita diversi valori di tensione continua necessari per il funzionamento dei vari dispositivi del Personal Computer. Di seguito potete vedere la foto di un comune alimentatore:



Il parametro principale sul quale si valutano gli alimentatori è la potenza massima erogabile ai dispositivi collegati. Un computer moderno ( con tutti i suoi componenti e periferiche collegati ) può richiedere dai 350W ai 500W, valori che variano molto a seconda soprattutto del modello della CPU e della scheda video utilizzati oltre che dal numero di unità ottiche collegate.

Quasi sempre gli alimentatori hanno applicata un’etichetta che mostra i vari parametri di funzionamento tra cui ovviamente anche la potenza erogata. Riferitevi sempre a quest’etichetta per maggiori informazioni sul vostro alimentatore.



Per fornire diversi valori di tensione e poter collegare tutta una serie di diversi dispositivi l’alimentatore dispone di numerosi connettori il cui utilizzo sarà esposto più avanti nel corso della guida.La scheda madre e gli slot di espansione

Un componente a cui spesso non si dà importanza ma che riveste un ruolo fondamentale all'interno del computer è sicuramente la scheda madre detta anche, in inglese, "motherboard". Come suggerisce anche il nome si tratta di un componente che accoglie tutti gli altri componenti del PC. Ogni scheda, ogni hard disk, ogni unità ottica va collegata in qualche modo alla scheda madre perché possa funzionare adeguatamente. Se vogliamo quindi assemblare un PC dobbiamo riconoscere i vari slot ( possiamo definire uno slot come l’alloggiamento per una scheda ) e i vari connettori per poi procedere con sicurezza alla fase di collegamento dei componenti.

Di seguito potete vedere una foto della scheda madre che useremo nel corso della nostra guida. Potete cliccare per avere un ingrandimento. Sull'immagine abbiamo evidenziato i connettori e gli slot più importanti di cui parleremo in questa guida.

 


Cominciamo quindi dagli slot. Purtroppo con il progredire della tecnologia sono nati vari standard di connessione che hanno quindi favorito la nascita di numerosi tipi di slot. Alcuni di essi sono ormai obsoleti e non trovano quindi più spazio nelle attuali schede madri. Nel nostro articolo tratteremo quindi solamente gli slot e i connettori che sono riscontrabili nei computer odierni o al massimo di qualche anno fa.

- Slot PCI: lo slot PCI è uno slot molto comune utilizzato per l’alloggiamento di una grande varietà di scheda tra cui schede audio, schede di acquisizione TV, schede wireless e molte altre ancora. Di seguito potete vedere un’immagine di una serie di slot PCI.



Tipicamente uno slot PCI ha colore bianco sporco ma ultimamente molti produttori seguono la strada di assegnare un colore personalizzato a seconda della tipologia dello slot per agevolare gli utenti. La forma rimane comunque la stessa.

- Slot AGP: si tratta di uno slot utilizzato esclusivamente per il collegamento delle schede video dotate di accelerazione 3D. Ultimamente però i produttori di schede madri stanno rimpiazzando questo slot con il più recente slot PCI-E utilizzato dalle schede video di ultima generazione. Alcune schede madri vengono comunque ancora prodotte con lo slot AGP per accontentare anche gli utenti che non volessero cambiare la propria scheda video. Di seguito un’immagine:



Anche questo slot utilizza un colore tipico di riconoscimento che è il marrone.

- Slot PCI-E: evoluzione dello slot PCI questo tipo di alloggiamento è utilizzato principalmente dalle nuove schede video in sostituzione del vecchio slot AGP. Ve ne sono di due formati: il primo, detto anche PCI-E 16X è più lungo e viene utilizzato appunto dalle schede video mentre il secondo è detto PCI-E 1X e rimpiazza il classico PCI anche se al momento non sono molte le schede a farne uso. La differenza è facilmente visibile da questa due fotografia:



- Slot AMR: questi slot sono presenti in numerose schede madri. Si tratta di interfacce pensate specificatamente per la connessione di schede audio e modem a costo ridotto ma il loro effettivo utilizzo è altamente limitato dalla mancanza di dispositivi che lo utilizzino e dalla loro scarsa convenienza, Ultimamente comunque i produttori tendono a non aggiungere alle loro schede questo tipo di connettore ma è comunque utile saperlo individuare. Di solito è di colore marrone, come lo slot AGP, ma di dimensioni molto più ridotte come il PCI-E 1X. Ecco una fotografia:



Parleremo dei connettori IDE e S-ATA nella prossima sezione riguardante gli hard disk e le unità ottiche.Hard disk, lettori e masterizzatori
CD/DVD


La quasi totalità delle schede madri presenta dei connettori IDE. Si tratta di un tipo di connettore utilizzato principalmente per la connessione di unità di memorizzazione e archiviazione al PC quali dischi rigidi, lettori e masterizzatori CD/DVD o anche lettori floppy ad alta capacità. Solitamente le schede madri presentano due slot di questo tipo indicati come IDE Primario e IDE Secondario che individuano i cosiddetti canali IDE. Ad ognuno dei due slot è possibile collegare fino a due dispositivi attraverso l’apposito cavo. Vediamo una foto del connettore che solitamente è di colore blu o nero.



Se ad un connettore viene collegato un solo dispositivo questo sarà indicato come "master" ( padrone ) mentre se vengono collegati due dispositivi dovranno essere indicati uno come "master" e l’altro come "slave" ( schiavo ). Le periferiche IDE presentano dei pin sul retro appositamente introdotti per specificare se una tale periferica deve comportarsi come master o slave. Questi pin vanno connessi con dei ponticelli, detti anche jumper, a seconda di come specificato sul manuale o, a volte, di quanto stampato sul dorso dell’hard disk o del lettore CD/DVD.



Sui dispositivi più recenti è possibile selezionare una modalità aggiuntiva denominata "cable select" che consente la configurazione automatica della periferica a seconda della posizione in cui è stata collegata al cavo.

Parliamo appunto del cavo utilizzato per la connessione dei dispositivi IDE. Tipicamente questo è del tipo denominato a “piattina”, molto sottile, largo circa 5 cm e lungo dai 45 ai 90 cm. Il cavo presenta tre connettori, uno dei quali va collegato alla scheda madre mentre gli altri due alle periferiche. Ecco una foto di un cavo IDE:



I cavi più nuovi presentano dei connettori colorati: quello di colore blu va collegato alla scheda madre, quello nero va collegato all'unità "master" mentre quello grigio va collegato all'unità "slave". Le differenze con i vecchi cavi non si fermano solo al colore ma anche al numero di fili di cui è composta la piattina. Questi sono 40 per i più vecchi e 80 nei più recenti. Se si utilizzano cavi a 40 fili non è possibile raggiungere le velocità di trasferimento più elevate disponibili con i dispositivi più recenti. Per i più curiosi con i primi è possibile raggiungere velocità di 33 Mbit/s mentre con i secondi è possibile arrivare fino a 133 Mbit/s. Il numero di pin nei connettori è comunque 40 per entrambe le versioni dei cavi. Un’altra osservazione da fare su questi cavi è che il filo 1 è spesso evidenziato con il colore rosso ( o altro ) in modo da essere facilmente riconoscibile. Infatti per effettuare con successo il collegamento sarà necessario far combaciare il pin 1 del connettore sulla scheda madre ( o sulla periferica ) con il pin 1 del connettore sul cavo. Fortunatamente sempre più spesso i cavi ed i connettori sono realizzati in modo da consentire l’inserimento solo da un verso essendo questo in effetti forzato fisicamente.

Per concludere questo paragrafo c’è da ricordare che ormai da qualche anno è stato introdotto il nuovo standard di collegamento per le unità ottiche e gli hard disk denominato S-ATA ( Serial ATA ) che utilizza una nuova tipologia di cavi e connettori molto più stretti. L’utilizzo di dispositivi dotati di questa interfaccia permette quindi, al di là dei puri vantaggi prestazionali, anche dei miglioramenti al livello della circolazione dell’aria all’interno del case. Di seguito una foto di un connettore S-ATA:



Come potete vedere questi cavi sono dotati di due soli connettori uno dei quali va collegato alla scheda madre e l’altro ovviamente al dispositivo interessato. L’uso di questa nuova interfaccia semplifica anche il collegamento in quanto non è più valido il concetto di "master" o "slave" e grazie al fatto che l’inserimento è forzato e per cui è impossibile sbagliare.



Di seguito anche un’immagine del retro di un hard disk S-ATA:



Da sinistra a destra troviamo il connettore per l’alimentazione specifico per il S-ATA, il connettore S-ATA per il collegamento alla scheda madre, una serie di pin ( che in definitiva risulta inutile in quanto come detto il S-ATA elimina il concetto di "master" o "slave" ) ed infine il connettore per l’alimentazione di tipo tradizionale.

Il lettore floppy

I lettori dei comuni floppy disk utilizzano un tipo di collegamento diverso da quello degli hard disk o dei lettori CD/DVD. Essi infatti fanno uso di connettori a 34 pin invece di 40 che risultano quindi più stretti rispetto a quelli IDE pur mantenendo la stessa forma. La foto seguente è rappresentativa di questo fatto:



Anche i cavi sono dello stesso tipo, a piattina, ma, ovviamente, meno larghi. Generalmente presentano 3 o 5 connettori. Nel primo caso il cavo è composto da un connettore collegato ad una delle estremità e gli altri due, molto ravvicinati, collegati all’altra estremità. Nel caso di 5 connettori c’è sempre un connettore singolo ad una delle estremità e due paia di connettori, ravvicinati a due a due, dalla parte opposta. Il connettore singolo va sempre collegato alla scheda madre mentre il connettore posto all’estremità opposta ( o il paio di connettori se il cavo ha in totale 5 connettori ) viene utilizzato per il collegamento del lettore floppy A. L’altro connettore ( o l’altro paio ), quello a metà del cavo, è utilizzato per connettere il lettore floppy B. Il fatto che ci sia sempre una coppia di connettori dipende dal fatto che i lettori floppy da 3,5” e quelli da 5,25” utilizzano connessioni diverse.

C’è da dire che nei più recenti PC i cavi si sono adattati e non si trovano più i connettori per i lettori floppy da 5.25”, che sono oramai più che obsoleti, e per questo di solito si usano cavi con tre o addirittura due soli connettori. Questi sono a tutti gli effetti analoghi rispettivamente a quelli da 5 e tre con la differenza che viene eliminato il connettore inutilizzato. Se si utilizza un solo lettore floppy è consigliato collegarlo al connettore per il floppy A.

Al solito la connessione viene effettuata avendo cura di far combaciare il pin numero 1 del connettore sul cavo ( indicato anche dal filo rosso ) con il pin 1 del connettore sulla scheda madre ( indicato con un numero sul circuito stampato della scheda ). Anche in questo caso come per le periferiche IDE i cavi e le schede madri recenti presentano dei connettori realizzati appositamente per rendere impossibile l’inserimento inverso che comunque non comporta danni al lettore floppy o alla motherboard. Potete accorgervi di un collegamento sbagliato se all’accensione del PC il led del floppy drive rimane costantemente acceso.

Qui sotto vi mostriamo il retro di un comune lettore floppy:



A sinistra notate il connettore nero per la connessione alla scheda madre mentre a destra potete vedere il connettore bianco per l’alimentazione.

Prepariamo il case

Ora che abbiamo le conoscenza per il collegamento della maggior parte dei dispositivi è venuto il momento di cominciare il vero lavoro: l’assemblaggio vero e proprio. Prepariamo quindi tutto il necessario, i vari componenti e gli strumenti che ci serviranno, spostiamoci in una stanza possibilmente ampia e luminosa e cominciamo.

Per prima cosa dobbiamo preparare il case. E’ necessario quindi svitare i vari pannelli in modo da rimanere con la sola “carcassa” nuda. Quello che dovreste avere davanti una volta completate queste operazioni dovrebbe essere simile a quanto vedere in questa foto:



La prossima operazione sarà quella di fissare gli spaziatori alla piastra del case sulla quale sarà successivamente collegata la scheda madre. E’ sufficiente utilizzare 6 spaziatori, l’importante è fissarli in corrispondenza dei fori presenti sulla scheda madre. Per fissare con sicurezza questi spaziatori si consiglia l’utilizzo di una pinza.

Solitamente assieme alla scheda madre viene venduta la cosiddetta “mascherina”. Si tratta semplicemente di un pezzo di alluminio ritagliato in modo da presentare dei fori che rispecchino la disposizione delle varie porte esterne della scheda madre. Questa mascherina, di dimensioni standardizzate, va incastrata nel retro del case.



Ora il case è pronto per accogliere la scheda madre ma prima dobbiamo montare il processore.

Montare il processore ed il dissipatore

Sicuramente quello che adesso spiegheremo è il passaggio più rischioso dell’intera procedura, in special modo per i possessori di CPU AMD che sono mediamente più “fragili” rispetto alle controparti Intel.

Posizioniamo quindi la scheda madre su di una superficie liscia ( un tavolo va benissimo ) e andiamo ad osservare il "socket", lo zoccolo dove andremo ad inserire la CPU. Quella che vedete qui sotto è l’immagine di un Socket A per processori AMD. Vi mostreremo come montare una CPU Athlon XP ma il procedimento è molto simile per qualsiasi altro processore.



Notate come il socket sia provvisto di 6 agganci per il dissipatore, disposti a tre a tre e soprattutto come la disposizione dei fori sul socket non sia perfettamente quadrata ma ci siano dei fori “mancanti” su due angoli consecutivi. La presenza di queste lacune faciliterà il riconoscimento del verso di inserimento della CPU.

Il prossimo passo è quello di sollevare la levetta accanto al socket per permettere l’inserimento del processore.



Guardiamo ora il retro del processore. Come è possibile notare il nostro modello presenta due pin mancanti proprio in corrispondenza di due angoli consecutivi. Per questo motivo l’inserimento è forzato da un solo verso. Un tentativo troppo “brutale” di inserimento scorretto potrebbe storzare dei pin danneggiando così la CPU. Fate quindi attenzione!



Possiamo adesso applicare la pasta siliconica sul core della CPU. Questa pasta viene utilizzata per permettere un miglior contatto tra la superficie superiore del processore e la superficie inferiore del dissipatore. In questo modo ci sarà uno scambio di calore più efficace ed un conseguente miglioramento delle condizioni di lavoro della CPU. Applichiamo quindi una goccia di pasta siliconica e poi spalmiamola delicatamente sull’intera superficie del core. Non è importantissimo essere precisi.

Di seguito potete vedere la foto della nostra CPU prima e dopo l’applicazione di un sottile strato di pasta siliconica ( non fate troppo caso allo stato del nostro processore, ne ha viste di tutte i colori !! ).


Orientiamo ora la CPU è posizioniamoci perpendicolarmente rispetto al socket e facciamo poi combaciare i due fino ad inserimento compiuto.



A questo punto possiamo abbassare la levetta ed il processore rimarrà fissato saldamente al socket.



Ora che abbiamo montato il processore è la volta del dissipatore. Purtroppo qui le operazioni si fanno un filino più complicate ma niente paura. Innanzitutto esaminiamo questo componente ( non tutti i dissipatori sono uguali, alcuni richiedono una procedura particolare per il montaggio. Per ulteriori informazioni riferitevi al manuale del vostro dissipatore o al sito del produttore ):



Questa è una foto presa dall’alto e potete notare la ventola con la relativa griglia di protezione ed il cavetto per l’alimentazione. Potete vedere meglio gli agganci dalla foto successiva:



Adagiamo ora con attenzione il dissipatore sopra la CPU avendo cura di agganciarlo da uno dei due lati. Consiglio di effettuare il primo aggancio sul lato più ingombro di componenti quali condensatori od altri in modo da avere spazio libero per poter lavorare con libertà sull’altro lato che richiede qualche sforzo in più.



Prendiamo ora in mano il cacciavite a taglio che avevamo messo da parte essenzialmente per questo momento. Tenendo con una mano fermo il dissipatore dovrete fare forza sulla sporgenza metallica appositamente realizzata sull’aggancio e spingere verso il basso fino a completare l’aggancio. Inizialmente può sembrare un’operazione che richiede un certo sforzo "psico-fisico" ma con la pratica diventerà sempre più facile.



Dico sforzo psico-fisico perché oltre alla componente legata alla pura fatica per forzare l’aggancio ( che può variare a seconda del modello di dissipatore ) non dobbiamo dimenticare il fatto che siamo lavorando su componenti che possono costare anche qualche centinaio di euro. Cercate quindi di non esagerare ma nemmeno di avere paura a fare un piccolo sforzo sulla vostra scheda madre altrimenti non aggancerete mai il dissipatore.

Detto questo vi ricordo che siete responsabili di quello che fate con i vostri componenti.

Per completare l’opera non ci resta che collegare il connettore della ventola del dissipatore al connettore a tre pin apposito posto sulla scheda madre, solitamente etichettato come CPUFAN ( consultate il manuale della vostra scheda madre per ulteriori informazioni ).

Visto che una volta alloggiata la scheda madre all’interno del case può essere difficoltoso collegare le memorie RAM ci conviene farlo adesso che abbiamo spazio libero. Per farlo è necessario abbassare le levette agli estremi degli slot e orientare la scheda di memoria in modo da far combaciare il taglio centrale con la rientranza realizzata nello slot. A questo punto vi consiglio di inserire dapprima la scheda da un lato in modo da far scattare una delle due levette e poi successivamente andare a fare pressione sull’altro lato per completare l'aggancio.



Questo è il risultato finale che dovreste ottenere ( nel nostro caso con due schede di memoria ):



E’ doveroso fare una precisazione per quanto riguarda le memorie. Le schede madri dotate dei chipset più moderni permettono di configurare coppie di memorie DDR in configurazione "Dual Channel" per migliorare le prestazioni. Questo tipo di configurazione richiede solitamente di accoppiare le due schede su due slot specifici che possono anche essere indicati con un colore particolare. Trovate maggiori informazioni sul manuale della scheda madre.

Adesso siamo finalmente pronti per fissare la scheda madre al case. Rovesciamo il case in posizione orizzontale per facilitare il lavoro e posizioniamo la scheda in modo che le porte vadano a combaciare con la mascherina e che i fori siano in linea con gli spaziatori che abbiamo prima fissato. Prendiamo poi il cacciavite con la punta a stella e le viti necessarie e procediamo al fissaggio vero e proprio.



Come abbiamo già detto nella sezione del'articolo dedicata al case, questo presenta dei connettori per i pulsanti di accensione e di reset, per i led luminosi, per lo speaker di sistema ( quello che con dei beep segnala eventuali malfunzionamenti o errori durante l’avvio del PC ), ecc. E' venuto il momento di collegare questi cavetti alla scheda madre. Per questa fase vi servirà consultare il manuale della vostra scheda madre per trovare la giusta configurazione dei collegamenti in quanto è differente da modello a modello. In questa foto potete vedere i connettori presenti nel nostro case:



Dopo aver localizzato sulla scheda madre il gruppo di pin ai quali connettere gli interruttori, i led, ecc.. procedete al collegamento seguendo lo schemo riportato sul manuale.

Bene, ora possiamo occuparci delle unità ottiche, degli hard disk e dei lettori floppy. Per prima cosa dobbiamo rimuovere i frontalini di plastica da 5,25” ( quelli più larghi ) sul davanti del case, uno per ogni lettore o masterizzatori CD/DVD che vogliamo collegare al PC e uno di quelli da 3,15” per il lettore floppy. Consigliamo, quando possibile, di lasciare uno slot libero tra due occupati in modo da non avere troppi fastidi quando dovete inserire dei supporti su due diverse unità ottiche. Di seguito potete vedere due foto del nostro case prima e dopo aver tolto i necessari frontalini:



Adesso, ad uno ad uno, possiamo inserire negli slot ricavati i dispositivi ottici e il lettore floppy ma prima di farlo sarebbe saggio configurare i pin sul retro in modo da assegnare alle unità ottiche e ai dischi rigidi il livello di "master" o "slave" come spiegato precedentemente.



Una volta inserite le unità al loro posto dobbiamo provvedere al fissaggio delle stesse al case. Prendiamo due o quattro viti per unità e, con il nostro fedele cacciavite a stella, procediamo. Analogamente dobbiamo fare la stessa cosa per il lettore floppy ( se ne abbiamo uno ) e per gli hard disk ( anche se per questi non dobbiamo togliere nessun frontalino ).

Ora dobbiamo collegare queste unità alla scheda madre come abbiamo imparato nella sezione apposita dell’articolo. Procuriamoci quindi i cavi necessari ( le piattine o eventualmente i cavi S-ATA ) ed effettuiamo il collegamento.

Visto che il nostro criterio di assemblaggio del PC segue la linea del mantenere sempre il maggior spazio di azione manuale possibile in modo che il collegamento dei componenti non ostacoli troppo le manovre successive è venuto ora il momento di occuparci dell’alimentatore che solitamente occupa, solitario, la parte superiore dell’interno del case. Ci serviranno a questo scopo quattro viti.
Prendiamo l’alimentatore e con una mano facciamolo passare dall’interno del case e posizioniamolo nella zona in alto a sinistra dove di solito si trova una piccola sporgenza metallica sulla quale è possibile appoggiarlo. Sempre tenendolo con una mano portiamoci sul retro del case e con il nostro cacciavite fissiamo l’alimentatore.

Qui sotto un’immagine dell’alloggiamento dell’alimentatore del nostro case:



Adesso che abbiamo fissato l’alimentatore possiamo procedere al collegamento dello stesso alla scheda madre ed ai dispositivi che abbiamo finora fissato al case. Per prima cosa individuiamo il connettore ATX dell’alimentazione e colleghiamolo all’apposito connettore posto sulla scheda madre.



Come potete vedere il connettore ATX è dotato di una specie di linguetta di plastica nel lato superiore che serve per forzarne l’inserimento da un solo lato in modo che non sia possibile sbagliare.

Se guardate la foto di destra noterete che sopra al connettore ATX, sulla nostra scheda madre, si trova un ulteriore connettore a quattro morsetti, sempre per l’alimentazione. Se il vostro alimentatore è provvisto del connettore necessario come anche la vostra scheda madre provvedete al collegamento altrimenti continuate. A seconda della particolare scheda potrebbe rendersi necessario l’utilizzo ed il collegamento di altri connettori. Riferitevi sempre al manuale per ulteriori informazioni.

Guardando l’alimentatore noterete che è dotato di numerosi connettori del tipo mostrato nella foto qui sotto, detti anche molex.



Le unità ottiche e gli hard disk vengono tutti alimentati tramite questo tipo di connettori. Ad uno ad uno quindi dovrete collegarli ai vostri dispositivi ( non al lettore floppy perché per questo si usa un altro connettore ) ricordando che il filo giallo va sempre dalla parte destra. Anche in questo caso comunque il connettore risulta forzato ad entrare da un solo verso proprio per come è sagomato.

Fate attenzione con questi molex perché spesso risultano un po’ “duri” sia da inserire che da staccare.

Abbiamo già detto che il lettore floppy utilizza un connettore diverso dal molex per l’alimentazione. Si tratta di un connettore a 4 pin, anche questo ad inserimento forzato, che va collegato mantenendo il filo rosso sulla parte destra ( al contrario quindi del connettore molex ).



Ormai ci manca veramente poco. Dobbiamo però ancora collegare le schede di espansione, a cominciare dalla scheda grafica.

Le schede PCI e AGP

A meno che la vostra scheda madre non sia dotata di una scheda video integrata dovrete inserire almeno una scheda aggiuntiva per avere un PC correttamente funzionante, quella grafica per l’appunto.

Nella nostra guida useremo una scheda video AGP ma le operazioni da effettuare sono del tutto simili nel caso di schede video PCI-Express con l’unica differenza per quanto riguarda lo slot. Di seguito potete vedere un’immagine della nostra scheda:



Ancora una volta posizioniamo il case orizzontalmente per agevolarci il lavoro e individuiamo lo slot corrispondente a quello utilizzato dalla nostra scheda video utilizzando le informazioni fornite nella sezione dell’articolo sulla scheda madre ( eventualmente aiutandoci come al solito con il manuale ) e tenendo presente che lo slot impiegato dalla scheda video è solitamente quello più in alto rispetto agli altri. Se lo slot presenta una levetta sarà necessario abbassarla per permettere l’inserimento della scheda video. Questa levetta, una volta poi rialzata, permette un fissaggio più saldo della nostra scheda grafica.

A questo punto prendiamo la scheda video e, avendo cura di far combaciare correttamente le connessioni, procediamo all’inserimento. Quando la scheda è in posizione dobbiamo spingere, sempre con cautela, e alla fine, se già non è scattata automaticamente, rialzare la levetta che avevamo prima abbassato.


Completiamo il fissaggio andando ad avvitare la staffa metallica della scheda video al case con una vite come da figura.



Se avete osservato con attenzione la nostra scheda video avrete visto che a destra presenta un connettore molex. Si tratta di un connettore per l’alimentazione aggiuntiva che la scheda richiede oltre a quella fornita tramite lo slot PCI. Siccome quest’alimentazione non è sufficiente sarà quindi necessario, per il corretto funzionamento della scheda, collegare un connettore molex dall’alimentatore alla scheda video. Non tutte le schede grafiche presentano questo connettore ma soprattutto quelle più recenti. Controllate quindi l’eventuale presenza di tale connettore sulla vostra scheda video.

Il nostro PC sarà dotato anche di una scheda audio ma, con un discorso analogo a quello per la scheda video, il vostro potrebbe anche non averne bisogno. Di seguito la fotografia della nostra scheda audio PCI:



Non staremo a dilungarci sul come collegare anche le scheda PCI in quanto le operazioni sono essenzialmente le stesse. Il tutto sta nell’individuare lo slot, inserire la scheda e fissarla infine avvitandola al case.

Solo un piccolo consiglio prima di proseguire oltre: le ultime generazioni di schede video utilizzano processori grafici molto potenti e veloci che richiedono un buon raffreddamento. E’ quindi consigliabile lasciare, se possibile, uno slot PCI libero tra la scheda video e le altre schede in modo da permettere un miglior ricircolo dell’aria.

Collegate quindi tutte le vostre schede di espansione e proseguite poi nella lettura.

Ultimi ritocchi

Con il collegamento delle schede abbiamo praticamente finito il nostro lavoro di assemblaggio. Possiamo però sistemare un pochino l’interno del case in modo che non ci siano cavi che ostacolino la circolazione dell’aria oppure che vanno a “toccare” delle ventole servendoci anche delle fascette di cui abbiamo parlato all’inizio per tenere raggruppati i cavi in modo da fare ordine.

Come ultima operazione abbiamo deciso di fissare anche una ventola all’interno del nostro case per migliorare la circolazione dell’aria. Ci siamo procurati una ventola di dimensioni standard 80 x 80 ( mm ) e l’abbiamo fissata con le viti in dotazione attraverso i fori già presenti nel case.



Ovviamente anche la ventola necessita di alimentazione e per questa ci sono dei connettori a tre pin sulla scheda madre del tutto simili a quello CPUFAN di cui abbiamo parlato prima quando abbiamo collegato il dissipatore della CPU.

Ecco un’ultima foto dell’interno del nostro case a questo punto:


Finalmente siamo giunti alla fine di questa nostra piccola avventura informatica. Non ci resta che richiudere il case e avvitare i pannelli laterali:



Ed ecco il nostro risultato finale:


Ovviamente dovrete poi collegare i vari cavi al retro del case ( alimentazione, cavo del monitor, tastiera, mouse, altoparlanti e quant’altro ) perché funzioni ma il grosso del lavoro è stato fatto. Una volta che avrete collegato il tutto non vi resta che testare il corretto funzionamento del sistema. Se tutto va bene potete rallegrarvi del vostro successo altrimenti, se sentite dei beep inquietanti provenire dall’altoparlante nel case oppure lo schermo rimane costantemente nero, qualcosa non è andato per il verso giusto. Solitamente i problemi a questo livello sono causati da collegamenti non perfetti delle schede ( soprattutto la scheda video ), delle memorie o addirittura della CPU o anche dall’aver dimenticato di collegare lo schermo. Sarà quindi importante decifrare il significato dei beep emessi dall’altoparlante che rappresentano con un codice sonoro un particolare errore. Consultate il manuale della vostra scheda madre o la nostra Guida al BIOS per avere informazioni circa la natura dell’errore relativo ad una certa combinazione di suoni corti e lunghi prodotta dal vostro PC.