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Monitor

 

Monitor

Il monitor è un componente particolarmente importante nella composizione di un sistema PC completo. Questo perché è l'elemento primario, anche se non esclusivo, attraverso il quale il sistema comunica con l'utente mediante la visualizzazione di informazioni e immagini. Dal momento che per ovvi motivi il monitor ha dirette implicazioni con il senso della vista, è un componente per il quale consigliamo di non fare economia (senza neppure esagerare in senso opposto) per ovviare a problemi di salute che potrebbero sorgere durante l'utilizzo di monitor economici di scarsa qualità.

Per questo motivo vogliamo proporre alcune semplici linee guida da seguire al momento di abbinare un monitor al proprio PC. Queste linee guida sono stilate sia sulla base di mere constatazioni pratiche, sia riferendoci ad alcuni aspetti tecnici relativi alle tecnologie impiegate per la realizzazione di un monitor, sia esso LCD (a cristalli liquidi) o CRT (a tubo catodico).

Innanzitutto è indispensabile una sommaria digressione per illustrare brevemente il principio di funzionamento delle due diverse tecnologie.

Il tubo catodico è un'ampolla di vetro nella quale è stato creato del vuoto spinto. Prendendo come riferimento l'immagine sottostante, notiamo che all'estremità sinistra dell' ampolla è presente un piccolo elemento metallico chiamato catodo che per effetto termoelettrico emette elettroni. Nella zona prossima all'estremità opposta è presente un altro elemento chiamato anodo.

Tra catodo e anodo si viene a creare una differenza di potenziale particolarmente elevata che fa in modo che gli elettroni emessi dal catodo assumano la forma di un fascio, vengano attirati nella zona dell'anodo ma vadano a colpire la superficie opposta all'estremità sinistra dell'ampolla. Tale superficie è trattata con particolari elementi denominati fosfori.

I fosfori, eccitati dal fascio di elettroni, emettono luce con intensità direttamente proporzionale alla potenza del fascio elettronico. Attorno al tubo sono presenti potenti bobine magnetiche; in gergo questa struttura è chiamata "giogo di deflessione" - deflection joke - che è in grado orientare il fascio di elettroni orizzontalmente e verticalmente. Il fascio di elettroni prende il nome di "pennello elettronico" poiché proprio come un pennello su di una tela va a comporre l'immagine sulla superficie del monitor: per un immagine a risoluzione SVGA (800x600) a 60 Hz di frequenza, il pennello elettronico disegna 600 linee per 60 volte al secondo, "spazzolando" la superficie dei fosfori da un lato all'altro e disegnando per ogni linea 800 punti.

I pannelli LCD sono realizzati mediante l'impiego di sostanze sintetiche caratterizzate da molecole con particolari proprietà liquido-cristalline; tali sostanze sono comunemente chiamate cristalli liquidi. Tra le proprietà di queste molecole vi è quella di orientarsi nello stesso senso di un campo elettrico e di poter, così, variare l'asse di polarizzazione della luce che vi passa attraverso. In un pannello LCD i cristalli liquidi sono contenuti in piccole celle (o pixel) alle quali è possibile applicare una campo elettrico. Tali celle sono interposte tra due particolari filtri che permettono, o meno, il passaggio della luce a seconda dell'asse di polarizzazione da essa assunto. Tali filtri sono detti polarizzatori . La combinazione di questi filtri con l'orientamento dei cristalli, permette il passaggio della luce (proveniente da una sorgente situata dalla parte opposta dell'osservatore) o delle sue componenti cromatiche, permettendo così di formare l'immagine a schermo, pixel per pixel.

L'evoluzione della tecnologia impiegata per la realizzazione di monitor LCD ha permesso con il passare degli anni di ottenere monitor di buona qualità a prezzi più accessibili a tutti, quando anche solo un paio di anni fa era impensabile poter acquistare un monitor a cristalli liquidi di buona qualità senza un elevato esborso di denaro. Di contro i monitor CRT stanno subendo ora una situazione di stasi dal punto di vista tecnologico, pur mantenendosi su una elevata qualità complessiva e un prezzo generalmente più basso a parità di diagonale fruibile con un monitor LCD.

Le tecnologie a tubo catodico e quelle a cristalli liquidi hanno entrambe pregi e difetti: è impossibile ora come ora poter decretare un vincitore assoluto e come di consueto è necessario valutare attentamente le proprie esigenze per capire quale tipo di tecnologia risulta più adatto ad esse. Ci sentiamo tuttavia di affermare che ultimamente per impieghi "standard" e non particolarmente critici, i monitor LCD stanno conquistando sempre più consensi, rivelandosi delle ottime alternative ai fratelli a tubo catodico.

Tra i vantaggi dei monitor LCD si può elencare l'assenza di problematiche relative a tutta una serie di aspetti come geometrie irregolari che comportano effetti di distorsione o disturbo dell'immagine e via discorrendo. I monitor LCD godono poi di un ingombro decisamente più ridotto, per quanto riguarda la profondità, rispetto ai monitor CRT. Di contro i pannelli LCD soffrono di response time mediamente più elevati rispetto a quelli dei monitor CRT. Questi ultimi, inoltre, possiedono una migliore fedeltà cromatica rispetto ai monitor a cristalli liquidi. I monitor LCD, inoltre, possono mostrare le informazioni a video solamente alla risoluzione nativa (massima possibile) poiché con risoluzioni inferiori sono necessarie interpolazioni che degradano la qualità dell'immagine. I monitor CRT non soffrono di questo problema e permettono di utilizzare risoluzioni differenti.

Diverse tecnologie implicano diversi aspetti ai quali prestare attenzione al momento della scelta. Quali sono, quindi, i parametri da tenere in considerazione al momento della scelta di un monitor per il proprio sistema? Vediamoli brevemente insieme:

Monitor CRT

-Frequenza di aggiornamento (refresh): espressa in Hertz (Hz) indica la frequenza con la quale lo schermo è in grado di aggiornare le informazioni presenti a video. Maggiore è la frequenza di refresh, minore sarà la comparsa di problemi legati allo sfarfallio dell'immagine e di conseguenza vi sarà un minore affaticamento degli occhi. Normalmente una buona frequenza di refresh si ha a partire da 75Hz. Notare che la frequenza di refresh varia in modo inverso a seconda della risoluzione utilizzata: sarà quindi necessario prestare attenzione a quale frequenza di aggiornamento il monitor è in grado di raggiungere alla massima risoluzione supportata, poiché a risoluzioni maggiori corrispondono frequenze di aggiornamento minori.

-Dot pitch, Stripe pitch, Slot pitch: si tratta di tre misure, rispettivamente riferite alle tecnologie Shadowmask, Aperture Grille e Slot Grille, che indicano la distanza che separa tre elementi della stessa serie in un monitor a tubo. Nella scelta tra due o più monitor caratterizzati dalla stessa tecnologia è buona norma orientarsi verso un modello con dot pitch, stripe pitch o slot pich inferiore poiché una maggiore vicinanza tra elementi dello stesso tipo comporta una maggiore definizione dell'immagine.

-Presenza di controlli dettagliati per geometria e fine tuning: dal momento che l'immagine in un monitor a tubo catodico è realizzata in modo analogico (ovvero tramite variazione continua dell'intensità del fascio di elettroni) e tramite l'impiego di magneti, è opportuno verificare che il monitor prescelto sia provvisto di una ricca serie di controlli per la regolazione della geometria dell'immagine e per la riduzione di problemi quali, ad esempio, l'effetto moire o ancora controlli per poter regolare la messa a fuoco dell'immagine a video.

Monitor LCD

-Risoluzione nativa: come detto precedentemente, un monitor LCD non è in grado di visualizzare informazioni e immagini con buona qualità a risoluzioni differenti da quella nativa. All'atto della scelta di un monitor LCD, ed in particolar modo per coloro i quali intendono fare massiccio uso videoludico del PC, è quindi molto importante considerare quale sia la sua risoluzione nativa e se la scheda video presente sul nostro sistema è in grado di supportare tale risoluzione senza decadimenti prestazionali marcati.

-Response Time Medio: è il tempo, espresso in millisecondi, impiegato da un pixel per accendersi e spegnersi. E' un valore medio in quanto derivato da due misurazioni: il tempo impiegato per passare dal nero al bianco e il tempo richiesto per compiere l'operazione inversa. Dal momento che la situazione che tipicamente è quella più frequente nell'utilizzo pratico di un display, motivo per il quale il tempo di risposta è un'indicazione sintetica utile soprattutto in rapporto ai giochi o ad impieghi che comportano un'elevato movimento delle informazioni a video, ma che da sola non permette di definire la qualità assoluta di un display. I tempi di risposta on-off, quindi dal bianco al nero, non sono adatti alla maggior parte degli ambiti attuali, in quanto molto difficilmente con immagini in movimento si hanno variazioni dal 100% bianco al 100% nero. Per questo motivo, i tempi di risposta vengono misurati passando da grigio a grigio, ambito ben più rappresentativo di quello che sia il comportamento medio.

-Angolo di visuale: è un valore espresso in gradi che indica fino a quale angolazione (orizzontale o verticale) un monitor LCD è in grado di mostrare le informazioni presenti a video senza presentare effetti di aberrazioni cromatiche. Anche in questo caso valori maggiori di angolo di visuale identificano monitor di migliore qualità.

-Presenza di pixel o subpixel difettosi: è il motivo per il quale è sconsigliabile acquistare tramite online-shop un monitor LCD. La presenza di pixel o subpixel difettosi, che rimangono sempre accesi, sempre spenti oppure sempre accesi in uno dei tre colori di base, è una eventualità abbastanza frequente nei monitor LCD. Sebbene ciò non sia indice di effettivo malfunzionamento del monitor e sicuramente spiacevole ritrovarsi fra le mani un monitor che abbia qualche pixel non funzionante. In questo caso il diritto di recesso non è così facilmente applicabile, poiché vi sono determinate classificazioni dei pannelli LCD che determinano fino a quale numero di pixel difettosi un monitor può essere ritenuto accettabile o soggetto a sostituzione.

Oltre all'analisi dei parametri sopra elencati, è importante considerare che il monitor ideale deve essere coerente con la configurazione approntata per il proprio tipo di impiego: ha poco senso optare per un monitor dall'elevata diagonale se la nostra occupazione principale sarà la navigazione internet o la videoscrittura. Inoltre se abbiamo scelto una scheda video dalle limitate prestazioni, dobbiamo tenere conto che questa potrebbe non essere in grado di supportare le elevate risoluzioni native di un monitor con ampia diagonale. Meglio orientarsi, ad esempio, verso un modello meno costoso dalla diagonale più ridotta in grado di arrivare almeno alla risoluzione di 1280x1024 che può assicurare una buona qualità visiva anche in caso di un futuro upgrade del sottosistema video.

Alla luce di quanto esposto ci sentiamo quindi di consigliare i seguenti monitor per tipo di impiego:


LG Electronics 1720B

Impieghi di tipo SoHo: ovvero videoscrittura, fogli di calcolo, navigazione internet ed email. E' sufficiente optare per un monitor LCD da 17" di diagonale che abbia un rapporto di contrasto di almeno 450:1 e una luminosità di 250 cd/mq. Dal momento che impieghi di questo tipo non implicano animazioni o immagini in rapido movimento è possibile optare per soluzioni con response time medio non particolarmente basso, diciamo 12-16ms ed eventualmente anche 25ms in caso di budget ridotto. Una soluzione ideale per questo tipo di impiego può essere rappresentato da LG Electronics 1720B 17'''


Samsung 930B

Impieghi videoludici e multimediali: in questo caso è consigliata, per un monitor LCD, una diagonale di dimensioni maggiori, almeno da 19 pollici in grado di raggiungere risoluzioni più elevate. Assicurarsi tuttavia che la risoluzione nativa del monitor riesca ad essere supportata senza problemi prestazionali dalla scheda video scelta per approntare il sistema. In caso opposto valutare l'acquisto di un monitor LCD di diagonale inferiore oppure di un monitor CRT che, in quanto tale, permette di poter variare la risoluzione senza impatto sulla qualità visiva. Dal momento che un impiego di questo tipo implica solitamente la presenza di immagini in movimento, è importante orientarsi verso una soluzione con basso response time: a tal proposito risulta molto interessante la soluzione Samsung 930B, un monitor LCD da 19" di diagonale caratterizzato da elevato contrasto (700:1), buona luminosità (300 cd/mq) e un response time di ben 8ms, valore che garantisce la quasi totale assenza di fastidiosi "effetti scia".


Apple Cinema Display HD 30"

Impieghi professionali e workstation: a questo tipo di sistemi è quasi d'obbligo abbinare monitor dall'elevata diagonale, diciamo a partire da 22". Sarà poi l'impiego effettivo della workstation a determinare se è preferibile una soluzione LCD o una soluzione CRT. Di massima ci sentiamo di consigliare monitor a tubo catodico per coloro i quali si trovano a dover eseguire lavori di grafica o desktop publishing che hanno come elemento cruciale la fedeltà cromatica oppure per coloro i quali si trovano a dover cambiare frequentemente la risoluzione dello schermo. Un monitor LCD dall'elevata diagonale per impieghi professionali potrà risultare invece adatto per coloro i quali si trovano a dover operare nel campo dell'editing audio: tale tipo di impiego pone in secondo piano la fedeltà cromatica e predilige monitor di generose dimensioni (si pensi al Cinema Display 30" di Apple, utilizzabile anche su piattaforme PC).